PALERMO – Centrodestra: regna il caos in attesa dell’intervento di Roma. La partita che si gioca nel centrodestra è nazionale. Lo sanno bene tutti gli attori in campo che misurano mosse e dichiarazioni a mezzo stampa mentre scenari e ipotesi si moltiplicano di ora in ora e volano di bocca in bocca.
Scontro Salvini-Meloni
Il match principale riguarda la leadership nazionale che si consuma nella guerra fredda tra Matteo Salvini e Giorgia Meloni che procedono a colpi di fioretto. Salvini lancia la federazione del centrodestra e ricorda che il presidente della Regione lo sceglieranno i siciliani, Meloni rimane fredda e tergiversa. Così le amministrative siciliane e la partita per le regionali diventano strumenti importanti per sparigliare le carte e imbastire un ragionamento complessivo. Gli occhi sono puntati sulla due giorni siciliana del senatore Ignazio La Russa e del capogruppo alla Camera di FdI Francesco Lollobrigida.
La missione di La Russa e Lollobrigida
I dioscuri della formazione meloniana saranno oggi a Palermo e domani a Catania. E avranno un bel po’ da fare. Sul tavolo ci sono infatti diverse ipotesi da sondare. Per quanto riguarda le amministrative di Palermo, una delle mosse che i colonnelli meloniani e musumeciani starebbero valutando è quella di convergere a sorpresa su Roberto Lagalla se l’asse Lega-Miccichè dovesse rinsaldarsi ulteriormente con la candidatura di Francesco Cascio che dovrebbe essere ufficializzata a breve. Così facendo i sovranisti creerebbero un bel problema all’Udc che si troverebbe tra l’incudine (l’asse con Salvini benedetto dall’alto da Cesa) e il martello (il partito siciliano schierato con l’ex Rettore che, pur correndo senza simboli, rimane un iscritto alla compagine centrista).
La carta “Catania”
Ma per riaprire tutta la partita che guarda alle ricadute sulla corsa per Palazzo d’Orleans, i meloniani potrebbero giocare un altro asso nella manica. Più di un colonnello siciliano non nega la possibilità che FdI faccia pressing sul sindaco di Catania, Salvo Pogliese, per spingerlo a non dimettersi nell’immediato. Tutto si gioca sul filo del rasoio e sui calcoli legati alla data delle prossime amministrative (che la giunta ancora non ha indicato). L’obiettivo? Evitare il voto di Catania perché si teme l’isolamento. Ma circola anche la voce opposta: i meloniani vorrebbero offrire lo scranno di Palazzo degli Elefanti al Carroccio per ridiscutere tutti gli accordi complessivi, Regione compresa (ipotesi che creerebbe scompiglio dentro la Lega). Insomma, congetture su congetture. Senza dimenticare il passaggio su Messina città: qui il centrodestra è unito e si gioca il derby tra Maurizio Croci, ex assessore regionale più che gradito al sicilfuturista Beppe Picciolo e il deputato leghista Germanà. Ma anche in questo caso la situazione sarà sbloccata da quello che si deciderà a Palermo. Da lì a cascata si dovrebbero ricomporre tutti i tasselli del puzzle.

