PALERMO – Sarà presente un intero governo. Ma non quello in carica. La giunta dei “cacciati” dal governatore Crocetta si rivedrà alla Leopolda sicula voluta da Davide Faraone tra venerdì e domenica. Qualcuno interverrà dal palco, altri si sono iscritti per prendere parte ai tavoli tematici, altri ancora hanno chiesto di partecipare nella veste di semplici curiosi, o interessati all’evento renziano.
Una giunta intera. E del resto, già qualche giorno fa Crocetta, parando il colpo, aveva lamentato: “Prima mi chiedono di farli fuori, poi li invitano alla Leopolda”. E il riferimento del presidente fu rivolto in particolare a tre “donne” del suo esecutivo. Fuori dalla giunta, per motivi assai diversi. Interverrà alla Leopolda, infatti, Mariarita Sgarlata. Fu cacciata dal governo dopo l’esplosione del “caso”, sgonfiatosi presto in realtà, della costruzione di una piscina nella propria abitazione. Piscina che si rivelò poi non essere abusiva. Magra consolazione per l’ex responsabile dei Beni culturali e del Territorio, allora investita dalle polemiche insieme al Soprintendente Beatrice Basile. Entrambe rimosse dal loro incarico, dopo la reazione furente del governatore. Chissà se quella vicenda tornerà tra gli interventi della Leopolda. La Sgarlata non inteverrà dal palco. Ma sarà presente sabato all’evento.
E chissà se Nelli Scilabra* accennerà al “sacrificio” compiuto da Crocetta in occasione del penultimo rimpasto di governo. Dopo avere – a parole – difeso uno dei propri “assessori-simbolo”, il presidente dovette cedere di fronte alla richiesta dei partiti di un azzeramento della sua giunta. A Nelli toccò lo strapuntino della segreteria particolare. Il ruolo ricoperto, all’inizio di questa esperienza, da Michela Stancheris. Da lì, il “decollo” verso la poltrona di assessore al Turismo e anche di candidata alle elezioni Europee col Pd, in “quota Crocetta”. Poi, l’addio anche per lei. Condito a dire il vero dalle polemiche. Nonostante Crocetta pochi giorni fa si affrettasse a precisare: “Michela e Nelli hanno capito, e non si sono fatte fregare. Con loro ho ancora un ottimo rapporto”.
Sarà. Fatto sta che la bergamasca Michela pochi mesi fa sottolineasse la propria “indipendenza politica” dal governatore che l’ha lanciata. E magari, perché no, un avvicinamento a quell’area rappresentata dall’ostile – al governatore – Davide Faraone. Non a caso, proprio il primo aprile scorso, Stancheris e Sgarlata sedevano dietro lo stesso tavolo, in occasione di un convegno organizzato a Siracusa, città del sindaco renziano Giancarlo Garozzo, alla presenza del sottosegretario ai beni culturali Antimo Cesaro.
Lo aveva detto, Crocetta: “Prima mi chiedono di cacciarle, poi le invitano alla Leopolda”. Ma le tre donne del presidente, affascinate (qualcuna già da un po’, qualcun’altra in tempi più recenti) dal renzismo, non saranno gli unici ex componenti delle sue giunte. Anzi. A sfilare tra i locali dell’ex Fabbrica Sandron, ad esempio, sarà Nico Torrisi, ex assessore alle Infrastrutture e avvicinatosi ai renziani tramite l’intercessione di Totò Cardinale, Nicola D’Agostino e del movimento Sicilia Futura. Torrisi, a dire il vero, prosegue la sua attività di imprenditore anche nel ruolo di presidente di Federalberghi. Un’attività dalla quale aveva dovuto allontanarsi un po’ in occasione della breve esperienza in giunta. Troppo breve, probabilmente. E anche in quel caso, non mancarono i malumori. Con Dario Cartabellotta, invece, il presidente quasi litigò in occasione dell’allagamento di un padiglione dell’Expo di Milano. Lì l’ex assessore all’Agricoltura in quota Udc, previsto tra i presenti alla Leopolda, era stato inviato come commissario per la Regione. Fu a sua volta commissariato, dopo quei disagi.
Nemmeno Cleo Li Calzi prese molto bene l’allontamento dalla giunta. E non tanto per l’allontanamento in sé. Quanto per il fatto di essere stata, per poche ore, confermata al governo tramite un comunicato stampa del presidente che aveva l’unico scopo di spingere gli alleati del Pd a fornire gli ultimi nomi. Era nell’elenco, l’ex assessore al Turismo, che non prevedeva assessori in “quota Lupo”. Alla fine, addio Li Calzi, dento Barbagallo, a rimpiazzare quel posto in giunta che fu di Antonino Purpura: anche lui, che lasciò la giunta in punta di piedi tornando alla sua attività di docente universitario, sarà presente alla Leopolda di Faraone. Prima di lui, nella stessa “corrente” del Pd era stata la volta dell’assessore all’Economia Roberto Agnello. Immediatamente riciclatosi come consulente dell’assessorato alla Salute. Anche la sua presenza è prevista nell’evento politico del weekend.
Molto più polemico fu lo strappo con Crocetta di Nino Caleca. L’avvocato palermitano, infatti, non fu estromesso dalla giunta in seguito a un rimpasto, ma decise di sbattere la porta, pochi giorni prima di Lucia Borsellino. Secondo Caleca erano chiari i segni “di un ritorno al passato” nel governo regionale. E un po’ di passato, a dire il vero, sarà presente alla Leopolda. E stavolta gli ex assessori non c’entrano. Alla kermesse faraoniana parteciperà, infatti, quello che si può considerare il primo “cacciato” da Crocetta. L’ex dirigente generale della Formazione, Ludovico Albert, fu messo alla porta della Regione in occasione di una delle prime, scoppiettanti conferenze stampa del presidente della rivoluzione. A quella “cacciata” seguì anche una causa tra il burocrate e la Regione. Chissà se si parlerà anche di questo, nella Leopolda di Faraone, popolata dagli “ex” di Crocetta.
* La precisazione di Nelli Scilabra
“A differenza dell’anno scorso, in cui partecipai e anzi ho contribuito a organizzare l’evento, quest’anno non sarò presente alla Leopolda siciliana”. Lo dichiara l’ex assessore alla Formazione Nelli Scilabra.
La redazione
Prendiamo atto della dichiarazione dell’ex assessore Scilabra. Vogliamo solo farle notare che la presenza sua e dell’ex collega Stancheris è stata ventilata dallo stesso Crocetta. Nell’articolo non facciamo riferimento solo alle personalità che interverranno dal palco, ma anche alle indiscrezioni sui possibili presenti alla kermesse. Prendiamo atto, comunque, che l’ex assessore non sarà nemmeno tra questi ultimi.

