PALERMO – Quando Francesco Falgares fu arrestato, nel 2011, era uno stimato manager della sanità pubblica. Guidava, da direttore generale, l’azienda ospedaliera Villa Sofia-Cervello di Palermo. Rimase 48 giorni agli arresti domiciliari e la sua immagine venne picconata all’apice della carriera.
Dopo l’assoluzione piena nel processo penale, ora la Corte di appello di Palermo ha sancito che la detenzione fu ingiusta. Falgares non doveva essere arrestato. Il collegio presieduto da Gabriella Di Marco gli ha riconosciuto un indennizzo. Non è una questione di soldi – il risarcimento ammonta a qualche migliaio di euro – ma un ulteriore riconoscimento delle correttezza del suo operato.
Assolto in primo e secondo grado
La vicenda processuale ruotava attorno alla nomina dell’avvocato Daniela Antinoro a dirigente responsabile del settore affari generali e legali dell’azienda ospedaliera. L’accusa – che non ha retto né in primo né in secondo grado – sosteneva che il manager avesse retrodatato la delibera di affidamento dell’incarico per aggirare il blocco delle assunzioni voluto dall’allora assessore regionale alla salute, Massimo Russo. Da qui la contestazione di falso e truffa aggravata.
Nel corso del dibattimento il Tribunale prima e la Corte d’appello poi hanno assolto Falgares e Antinoro con la formula perché il fatto non sussiste. Falgares, sin dal primo momento, si era dichiarato estraneo ai fatti, ribadendo la regolarità del proprio operato e il rispetto delle procedure.
Risarcimento per l’ingiusta detenzione
La Corte, oltre a risarcire l’ingiusta detenzione subita, ha anche disposto un aumento del 50% della somma, dovuto in ragione del risalto mediatico avuto all’epoca dalla vicenda. I difensori di Falgares, gli avvocati Marcello Montalbano e Claudio Livecchi, infatti, hanno dimostrato come “l’eco mediatica dell’arresto dell’allora dirigente apicale dell’amministrazione sanitaria regionale, abbia comportato per quest’ultimo un concreto e immediato danno d’immagine”. I giudici hanno così scritto il capitolo finale di una vicenda processuale e personale travagliata.

