CATANIA. Si è addormentata dopo avere combattuto, battendo forte i pugni sull’anima. Una donna di carattere. Una professionista infaticabile. “Sempre dalla parte dei più deboli”, così come l’hanno sempre descritta tutti.
Carmen Scalisi se n’è andata ad appena 44 anni. Un fiore in un mondo di spine. Dove la più pungente di tutte è stata quel male incurabile che l’ha lasciata intrisa di coraggio guardando in faccia la verità e andando avanti assieme all’affetto della sua insostituibile famiglia.
Alla fine, Carmen se n’è andata. La sua professione di avvocato penalista nell’agone del Foro di Catania, come una missione imprescindibile. Lei che è stata coordinatrice della Scuola della Camera penale “Serafino Famà” e componente della Commissione per gli esami di avvocato. Lei, che non si è risparmiata anche nell’ambito dell’attività scientifica: dottore di ricerca di Diritto penale all’Università di Catania.
Tra le mura robuste dello studio Ziccone, la sua crescita e maturazione.
Carmen se n’è andata lasciando il suo testamento di valori e di professionalità. Quel fiore che tra rovi ed erbacce è divenuta germoglio.

