CATANIA – “I politici saranno lontani dai problemi dei commercianti, ma mi stupisce molto che il direttore generale di Confcommercio Catania Antonio Strano fornisca sulle imprese della Provincia dati diversi da quelli di Movimprese, che si occupa di natalità e mortalità delle imprese italiane registrate nelle Camere di commercio”. Lo afferma l’assessore alle Attività produttive del Comune di Catania Angela Mazzola ricordando come Strano abbia affermato che “In questi due ultimi anni si sono cancellate dalla Camera di Commercio ben 9.162 Imprese, quasi dando una colpa latente all’amministrazione Bianco”.
“Il dato in sé – ha detto l’Assessore – è veritiero. Ma in realtà il direttore generale di Confcommercio Catania ha citato solo le cessazioni scordando di citare le iscrizioni, che sono state superiori dando così una rappresentazione assolutamente falsata della realtà. Nessuno deve di certo cantare vittoria con la crisi che purtroppo colpisce cittadini e commercianti, ma è giusto fare chiarezza. Nel 2013, infatti, secondo i dati forniti da Movimprese, Catania ha avuto 5.749 cessazioni a fronte di 6.674 iscrizioni, quindi con un saldo attivo di 925 pari allo 0,92%. Ma non è finita: nella graduatoria del primo trimestre del 2014, Catania risulta al decimo posto nella classifica dell’intera Italia”.
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“Ci chiediamo a questo punto – ha aggiunto l’assessore Mazzola – per quale motivo Confcommercio non si riconosca in questi dati positivi. E soprattutto perché utilizzi a supporto dei propri ragionamenti dati assolutamente contrari alla realtà dei fatti per come ufficialmente documentato da Movimprese”. “Una cosa – ha concluso l’Assessore – è la crisi, che tutti insieme dobbiamo affrontare, una cosa è utilizzare dati in maniera inappropriata”.
INTERVENGONO ANCHE I CONSIGLIERI DI MAGGIORANZA.I capigruppo Alessandro Porto (Con Bianco per Catania), Carmelo Nicotra (Articolo 4), Daniele Bottino (Megafono), Giovanni D’Avola (Pd), commentando le dichiarazioni del direttore generale di Confcommercio Catania Antonio Strano, hanno sottoscritto la seguente nota congiunta: “Siamo tutti molto preoccupati, come il direttore generale di Confcommercio Antonio Strano, per gli ‘invisibili’ costretti a chiudere la propria attività. Che però forse chiudono soprattutto per la crisi e per la presenza strabordante, e spesso non contrastata forse neanche dallo stesso Strano, dei numerosi centri commerciali del territorio, non certo per un senso di marcia cambiato. La posizione del direttore di Confcommercio è assolutamente antistorica: in qualunque parte del mondo dove si chiude al traffico una strada, i cittadini e i turisti possono passeggiare e il commercio cresce. L’idea, dunque, di un commercio legato solo al comodo uso dell’auto dell’acquirente parcheggiata in seconda fila che blocca il traffico é ‘arcaica e avulsa dalla realtà’. Probabilmente questo funzionario di Confcommercio sarà tra coloro che protestarono anche 20 anni fa quando si decise di chiudere al traffico il centro storico e parte della via Etnea. Registriamo poi una conflittualità tra i commercianti: durante la manifestazione di domenica sul lungomare sono state chieste maggiori attrazioni, adesso il dott. Strano afferma che ‘la città non chiede passatempi’. Si decidano. Inoltre è molto fantasioso, per non dire falso, sostenere che chiudere il lungomare qualche ora una volta al mese (con migliaia di cittadini che lo frequentano e che quindi usufruiscono degli esercizi commerciali) o che cambiare un senso di marcia eliminando solo 5 posti auto (di questo si tratta in corso delle Province) siano la causa addirittura della chiusura di negozi. Siamo certi che l’amministrazione, e noi capigruppo abbiamo dimostrato di poter trovare un punto di incontro positivo, saprà ascoltare attentamente, come fatto in questi mesi recependo alcuni suggerimenti, tutte le idee costruttive che commercianti e associazioni sapranno esprimere. Si passi finalmente dalle proteste inutili alle proposte per il bene della città e dei cittadini”.

