Con Leotta 34 assessori in due anni | Personale ed enti locali nel caos

Con Leotta 34 assessori in due anni | Personale ed enti locali nel caos

Crocetta ha nominato un assessore ogni venti giorni. Alla Funzione pubblica è il terzo avvicendamento. E alcune riforme che competono a questo assessorato, a cominciare da quella delle Province, sono ancora impantanate.

PALERMO – E fanno trentaquattro. In venticinque mesi. Un assessore ogni venti giorni. Nemmeno Raffaele Lombardo, teorico dell’autonomia in tutti i sensi, anche dalla propria maggioranza, era riuscito a fare di meglio. Nemmeno i ribaltoni e i controribaltoni della scorsa legislatura erano riusciti a provocare un tale movimento. La giunta di Rosario Crocetta somiglia a un aeroporto. E la valigia con la quale si presentano al gate di Palazzo d’Orleans i vari componenti dell’esecutivo è, ogni mese che passa, di dimensioni sempre inferiori.

Ettore Leotta è il nuovo assessore alle Autonomie locali e alla Funzione pubblica. Il terzo, in poco più di tre anni. Il secondo in tre mesi. In un assessorato che, tra i compiti, svolge quelli delicatissimi relativi alla gestione del personale regionale e di tutte le società che ruotano attorno alla Regione, di quello dei Comuni e delle Province. Che si occupa della riforma degli enti locali e delle pensioni dei dipendenti pubblici siciliani, oltre a curare i temi della trasparenza, dell’informatica regionale, della spesa per acquisti e forniture. Insomma, un po’ il cuore della Regione. L’assessorato che si occupa, principalmente, delle persone che ruotano attorno a Palazzo d’Orleans. Un assessorato, però, che non ebbe pace fin dall’inizio. Quando Crocetta scelse, in quota Udc (lo sponsor era Gianpiero D’Alia), Patrizia Valenti. Una nomina in bilico già dopo poche ore, quando il presidente si accorse di una vicenda giudiziaria – poi risoltasi con l’archiviazione – che riguardava appunto il componente designato per la giunta. “La Valenti tragga le proprie conseguenze” arrivò a dire il governatore, che aveva impostato una intera campagna elettorale sui temi della legalità e della rottura col passato rappresentato da Lombardo e Cuffaro.

A dire il vero, la Valenti, che di Cuffaro fu il capo della segreteria tecnica, fu “virtualmente” messa alla porta anche in un secondo momento. In occasione del blitz col quale Crocetta nominò in giunta una sfilza di commissari della Sanità. Amici e fedelissimi, ovviamente, bypassando i partiti. La Valenti si rifiutò di partecipare a quella giunta a differenza dei colleghi Udc Ester Bonafede e Dario Cartabellotta. E la reazione del governatore anche in quel caso fu durissima: “E’ venuto meno il rapporto di fiducia”. Concetti e idee chiarissime, quelle del presidente. Infatti, poche settimane dopo, in occasione del Crocetta-bis, non solo la Valenti conserverà il suo posto alla Funzione pubblica, ma sarà scelta anche come vicepresidente della Regione. L’arte del perdono. Alla quale Crocetta ha accennato spesso. Ma la nuova pax durerà poco. Arriva il “Crocetta-ter”, quello della svolta. E soprattutto dell’azzeramento. Via tutti i vecchi assessori, esclusa la Lo Bello che nel frattempo aveva “saltato un giro” accomodandosi (non senza dubbi sulla legittimità di quell’incarico) sulla poltrona di segretaria del presidente: una sorta di garage nel quale Crocetta parcheggia i fedelissimi in attesa che il clima volga al meglio. Al posto di Valenti arriva Marcella Castronovo. E i problemi sono immediati.

Il nuovo responsabile della Funzione pubblica si scontra a distanza con la fresca collega della Formazione professionale, Mariella Lo Bello che nel frattempo aveva soppiantato Nelli Scilabra. La “lite” è legata all’avvio di trasferimenti d’ufficio di un gruppo di dipendenti regionali per colmare le lacune al dipartimento formazione create dalle rotazioni volute a pochi giorni dall’insediamento, dallo stesso governo. “Bisogna prima sentire i sindacati, visto che c’è una concertazione in corso proprio sui criteri della mobilità” disse allora la Castronovo. Una scelta apparentemente di buon senso, che però urtò la sensibilità del braccio destro di Crocetta. Quella Mariella Lo Bello che nel frattempo era anche stata nominata vicepresidente della Regione. Qualcosa, insomma, si incrina fin da subito. Nel frattempo, ovviamente, il passaggio dalla Valenti alla Castronovo non era stato indolore. Intanto, veniva messa alla porta la componente della giunta che aveva lavorato fino a quel momento a una serie di faticosissime riforme, compresa quella delle Province, rivelatasi un clamoroso flop. Ma cambiavano anche gli “esperti” degli uffici di gabinetto, consulenti, uffici. La macchina della clientela e del sottogoverno cambiava verso e direzione. Tutto per un paio di mesi. Perché il vicesegretario della presidenza del Consiglio dei ministri, che – come racconta a Livesicilia – aveva accettato una decurtazione del proprio stipendio pur di iniziare la grande avventura nella (ennesima) giunta della rivoluzione, deve affrontare un problema molto serio di natura personale. Così, le voci su un possibile, precoce addio si fanno sempre più insistenti. Al punto da gettare nello sconforto anche i sindacati, alla vigilia di scelta importanti, come quelle relative alla proroga da garantire a circa 22 mila precari degli enti locali: “La Castronovo è in carica oppure no? Crocetta vuole spiegarci con quale assessore dobbiamo confrontarci?” protestano le sigle. La risposta arriva a Capodanno. Anno nuovo, assessore nuovo. Tutto da rifare, un’altra volta. Arriva Leotta. E fanno trentaquattro.

Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI