PALERMO – Un emendamento alle variazioni di bilancio all’esame dell’Ars per aiutare i lavoratori del centro commerciale Conca d’Oro di Palermo che dovranno fare ricorso agli ammortizzatori sociali. Ad annunciare “il tentativo” è stato l’assessore regionale alle Attività produttive, Edy Tamajo, nel corso del tavolo interistituzionale che si è riunito per la seconda volta nella sede dell’assessorato.
Il soccorso della Regione ai lavoratori del Conca d’oro
Sarà un provvedimento che dovrà integrare gli ammortizzatori sociali che solitamente coprono soltanto l’80% della paga dei lavoratori. L’obiettivo è coprire il gap e riportare a stipendio pieno quei lavoratori costretti a restare fermi. Sull’operazione, però, c’è l’incognita di una maggioranza ballerina all’Ars e così Tamajo ha predicato cautela limitandosi ad un “ci proveremo”.
L’incognita degli ammortizzatori sociali
A 12 giorni dall’incendio che ha danneggiato pesantemente il centro commerciale però, c’è l’incognita degli ammortizzatori sociali. Nessuna formale richiesta di accesso ai sussidi previsti dalla legge. Il dato preoccupa i sindacati, che guardano con timore al futuro dei lavoratori di quel 30% di attività che non potranno riaprire prima di dicembre. Se per il 70% dei negozi che rientra nella parte non colpita dalle fiamme i tempi di riapertura saranno brevi, come spiegato nella riunione di via Degli Emiri, sulla ribattezzata ‘zona rossa’ incombe un grande punto interrogativo.

Nessuna quantificazione delle risorse per riaprire
Nessuno sa con esattezza quanto tempo sarà necessario per i lavori di ripristino e nessuno è in grado di quantificare quante risorse economiche dovranno essere impiegate. Circostanza, quest’ultima, confermata a LiveSicilia dai curatori della liquidazione giudiziale delle società proprietarie del Conca d’Oro,
Alle buone notizie sulla riapertura del 70% dei negozi del centro commerciale (ma servirà prima un sopralluogo dell’Asp e, se sarà accolta la richiesta dei sindacati, anche dell’Arpa), quindi, fanno da contraltare le nebbie sul restante 30%. Incognite aggravate anche dal dato reso noto dall’ufficio provinciale dell’Inps: dall’1 settembre soltanto due richieste di chiarimento sugli ammortizzatori sociali.
I sindacati e il nodo ammortizzatori sociali
“La proprietà del centro commerciale detiene l’elenco completo e aggiornato di tutte le aziende operanti nel plesso – dice una nota congiunta di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs -. Assuma un ruolo attivo, esortativo e coordinato verso tutti gli operatori, sollecitando formalmente l’avvio degli incontri di esame congiunto e delle procedure necessarie all’attivazione degli ammortizzatori sociali”
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La scadenza per la presentazione delle domande è fissata per il 30 ottobre e l’Inps ha istituito una casella mail dedicata per le aziende e i loro consulenti del lavoro, oltre ad uno schema esemplificativo sulle procedure da seguire per l’attivazione degli ammortizzatori sociali. Lo strumento principale sarà il Fis (Fondo per l’integrazione salariale), che entra in campo per le micro e piccole imprese del settore commercio. Sotto questo aspetto una buona notizia è arrivata dal tavolo. L’Inps ha spiegato che i lavoratori del centro commerciale ai quali spetta il Fondo di integrazione salariale andranno oltre le 13 settimane previste normalmente.
Un ruolo dovrà svolgerlo anche il Comune, cui spetta la redazione del documento ufficiale che attesta la sospensione delle attività a partire dall’1 settembre, giorno dell’incendio. “Si tratta di un documento propedeutico ed indispensabile per all’attivazione degli ammortizzatori sociali”, evidenziano ancora i sindacati. Da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs anche una denuncia: “Molte aziende stanno utilizzando ferie e permessi, strumenti che non possono essere considerati la soluzione per una situazione straordinaria e non imputabile al personale”.




