Confcommercio replica alla cordata |Agen: "Anomalie? Sono fantasie"

Confcommercio replica alla cordata |Agen: “Anomalie? Sono fantasie”

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"Queste 70 irregolarità non ci appartengono - rincara Riccardo Galimberti di Confcommercio Catania - non fanno parte del nostro apparentamento". Comunque per l'associazione la partita ruota tutta sulla gestione dell'aeroporto Fontanarossa.

L'accorpamento della SuperCamera
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5 min di lettura

Catania – “Nulla di ciò che sta succedendo a Catania per comporre la nuova Camera di Commercio sta accadendo negli altri posti, e il motivo è proprio la gestione dell’aeroporto”. Apre così, il presidente regionale di Confcommercio, Pietro Agen, la conferenza stampa tenuta oggi in via Mandrà. Una risposta alla cordata di Confindustria che, due giorni fa, ha denunciato gravi anomalie nelle liste presentate dalle associazioni e nelle procedure condotte, fino a questo momento, per l’accorpamento della Super Camera del Sud Est.

Il punto è se in ballo c’è o meno l’aeroporto di Catania e quel 62,5% che verrebbe gestito dalla SuperCamera. Se la procedura di accorpamento delle tre Camere di Catania, Siracusa e Ragusa può essere bloccata. Se Fontanarossa riuscirà a quotarsi in borsa o se l’obiettivo è un aumento di capitali che azzererebbe i più piccoli. Ma al centro di tutto ci sono i numeri, quelli di chi ne avrà di più per sedersi sullo scranno più alto della costituenda SuperCamera. Dietro questi punti c’è la procedura – già conclusa e inoltrata alla Regione dal commissario ad acta, Alfio Pagliaro – di accorpamento della SuperCamera e gli esposti, già presentati, su cui la Procura, per atto dovuto, sta indagando. Un’inchiesta che però non preoccupa il commissario ad acta che da sempre ha ribadito di essersi attenuto le procedure di legge.

Il problema evidenziato e denunciato due giorni fa dalla cordata Confindustria riguarda Siracusa e 70 aziende iscritte contemporaneamente in associazioni diverse. “Qualcuno sembra aver avuto un accesso agli atti – risponde Sandro Romano, consigliere camerale di Siracusa – che non poteva avere”.

Non si possono avere gli elenchi?

“No. Non si possono avere quelli delle altre organizzazioni”. “E’ un dato sensibile” – gli fa eco Pietro Agen.

Neanche tramite la Camera di Commercio?

“No. E questo – afferma Romano – a prescindere dal fatto che i numeri di cui stiamo parlando sono irrisori. Proprio stamattina Confindustria e Cna non parlano più di 70 ma di 30. 30 su un totale di 190.000 aziende”.

Riguardo alle doppie iscrizioni?

“La doppia iscrizione è compatibile. Un panificio ad es è artigiano perché fa il pane, ma fa anche commercio perché vende il pane e altri prodotti”.

Hanno detto “senza che persone/aziende sapessero”.

“Alla Cidec avrebbero contestato tre aziende, ma questo non vuol dire che quelle aziende non potevano farne parte. Ma se è stato fatto questo si tratta di un abuso che ha rilevanza penale e se verrà accertato noi ci costituiremo parte civile, lo abbiamo già deliberato in giunta e consiglio”. “Queste 70 irregolarità non ci appartengono – rincara Riccardo Galimberti di Confcommercio Catania -. Non fanno parte del nostro apparentamento. Ma questo non inficia la procedura elettorale amministrativa che deve andare avanti. Qui si sta montando uno scandalo. Il vulnus della litigiosità di cui aveva parlato Lo Bello tempo fa è il vero problema che andrebbe risolto e che, invece, Lo Bello sta alimentando”.

Secondo Pietro Agen queste anomalie “sono fantasie. Le anomalie vere sono su Palermo dove c’è un’associazione, Euromed, che al precedente rinnovo prende 0 e ora prende 6. Non è impossibile ma strano sicuro. È corretto? Può dirlo solo il commissario nella prima fase, la Regione e l’assessorato nella fase di verifica. Se devo credere a ciò che mi ha detto il presidente di Euromed, rideremo quando usciranno i dati. Perché l’unica camera in cui non ci sono anomalie è proprio Catania”.

Quando si potrà chiedere l’accesso agli atti?

“Quando l’assessore fornirà i numeri ufficialmente”.

Secondo lei come verranno divisi i 33 seggi nel nuovo Consiglio?

“Parliamo di 29, perché gli altri 4 sono già assegnati a banche, consumatori, sindacati dei lavoratori, professionisti. In questo nuovo computo giocherà un ruolo particolare “servizi alle imprese” che entra per la prima volta e che potrebbe giocare su circa 6 seggi. Per il resto le mie proiezioni sono: 7 nel commercio, 2 nel turismo, 2 nell’agricoltura. Sono previsioni al ribasso. Poi ci giochiamo: 5 seggi nei servizi alle imprese, 1 altri servizi, 1 nei trasporti, 1 nell’artigianato, 1-2 nell’industria. Se non fossi un pessimista direi che avremo tra i 18 e i 20 seggi. Aggiungo che i seggi rimanenti non li prenderebbero gli “altri” i quali, secondo le ultime elaborazioni, oscillano tra un minimo di 8 e un massimo di 10”.

La procedura è passibile di uno stop?

“La Magistratura può aprire un procedimento ma non stoppare la procedura. I controlli come vengono fatti oggi non finiranno mai. Faccio un esempio, un’associazione dichiara 30.000 iscritti, bisogna controllare le schede? No, vanno controllati i bilanci. Se io dichiaro 10.000 iscritti a una media di 100 euro a iscrizione, in bilancio devo avere un milione di euro. Se questa cifra in bilancio non c’è di cosa stiamo parlando? E dirò di più, se dico di avere quei numeri e non ho quei soldi, vuol dire che si parla di riciclaggio”.

L’assessore Lo Bello vuole ricominciare da zero a Messina.

“E ha fondamentalmente ragione”.

Con chi sta la Lo Bello?

“Secondo me sta con Mariella Lo Bello. Se Crocetta – continua Agen – dovesse fare un’operazione del genere allora è meglio che la politica rioccupi l’aeroporto. Perché è meglio la politica dei banditi. Che senso ha lasciare, nelle mani di chi non è democraticamente eletto, il potere dell’aeroporto? Almeno la politica a qualcuno deve rispondere. Se a Fontanarossa si fanno elezioni con 6 quote commissariate (una scaduta – quella di Ivan Lo Bello che è scaduto a dicembre ed è attualmente in carica solo in forza del decreto che lo lascia tale fino all’accorpamento -, una – in regola – in capo a Giannone, il presidente della CCIAA di Ragusa, che dissente da tutto ciò che le trenta associazioni stanno portando avanti, a chi risponderà l’eletto?. Le cariche dell’aeroporto di Catania – continua Agen – da un punto di vista tecnico sono scadute a giugno 2015. Si sono fatti fare un parere pro veritate da un avvocato e si sono protratti le cariche per un anno. Non ho fatto ricorso al Tar perché non mi conveniva: sarebbero rimasti per tre anni con il commissariamento. Invece la Camera verrà accorpata e noi vinceremo”.

Cosa succederà da qui a un mese, secondo lei?

“La Regione rispetterà i tempi, e non sarà una settimana di ritardo il problema, e darà i numeri seri. Con quelli ci siederemo. Abbiamo solo chiesto che nel frattempo non si facciano giunte aeroportuali”.

Ha detto che non c’è una vera quotazione in borsa dell’aeroporto. Perchè?

“La quotazione in borsa si fa quando metto in vendita le azioni dei soci che le detengono, questo è un aumento di capitale che serve a far fuori i soci più piccoli”.

 

 

 


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