Consorzio del pomodoro pachino | Il Tar annulla il decreto regionale

Consorzio del pomodoro pachino | Il Tar annulla il decreto regionale

"Riconosciuto il diritto degli agricoltori pachinesi ad essere partecipi e non succubi delle scelte socio economiche che riguardano il territorio".

LA SENTENZA
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SIRACUSA – Il Tar di Catania ha annullato il Piano di Gestione dei “Pantani della Sicilia Sud Orientale”. L’avvocato Giuseppe Gambuzza, consulente legale del Consorzio, ha dichiarato: “Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, sezione staccata di Catania, ha accolto integralmente il ricorso proposto nell’interesse del Consorzio di Tutela ed ha annullato il decreto adottato dal dirigente generale Rosaria Barresi, con cui si approvava in via definitiva il Piano di Gestione dei “Pantani della Sicilia Sud Orientale” e tutti gli atti ad esso propedeutici e ha ribadito il diritto costituzionalmente riconosciuto del Consorzio, quale Ente esponenziale degli interessi economici dei produttori, di partecipare alla fase propedeutica alla individuazione dell’area da tutelare”.

“La nostra azione di difesa nei confronti dell’agricoltura di qualità, di cui rappresentiamo un settore importante – spiega Sebastiano Fortunato, presidente del Consorzio – si è già manifestata con chiarezza due anni fa, ricevendo l’avallo della sentenza della Corte Costituzionale che revocava l’istituzione della riserva. Ritengo che la sentenza di oggi confermi la validità del lavoro svolto in questi anni dal Consiglio e dallo staff di tecnici a tutela dell’intero territorio della IGP Pomodoro di Pachino”. Lo stesso presidente Fortunato ha voluto sottolineare l’importanza di questo risultato per i produttori locali: se vincolato, infatti, un terreno smette di avere interesse per banche e imprese; pertanto la sentenza appena passata ha permesso ai proprietari terrieri di evitare un importante perdita del reale valore dei loro possedimenti.

“Dedichiamo questa grande vittoria – ha dichiarato Salvatore Chiaramida, direttore del Consorzio – a tutti i produttori e imprenditori agricoli del territorio, che quotidianamente combattono grandi battaglie per rimanere competitivi sul mercato e che devono anche guardarsi da una burocrazia regionale cieca e sorda rispetto ai nostri diritti”.

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