Chiamiamo le cose con il loro nome. Questa mattina ho letto che allo Zen i picciotti vanno in motore elettrico tenendo ben stretti fucili da guerra. Questo mi ha turbato. Ho pensato ai peggiori anni di Napoli sconvolta dai giovani camorristi che ammazzavano in pieno centro, anche in pieno giorno. Noi dobbiamo parlare di mafia e antimafia, non sono parolacce, del resto il/la presidente del Consiglio domani sarà a Palermo per fare antimafia. O no?


presidente onora la memoria del grande piersanti e liberaci da questi personaggi in cerca d’autore
Nel 1964 l’allora Presidente della Repubblica Antonio Segni affrontò una crisi politica molto simile a quella odierna, ovvero di un governo di centro-sinistra presieduto da Aldo Moro che era rimasto senza una maggioranza che neppure poteva ricomporsi con il serio rischio di lasciare il paese senza governo. Oltretutto un accordo fra i partiti sembrava impossibile a causa di odio e gelosia reciproca e consideriamo che tutto ciò avveniva in una Italia in pieno boom economico a differenza di quella attuale preda invece di pandemia e crisi economica pesantissima.
Il Presidente Segni al fine di farsi sapientemente consigliare sulle difficili quanto impossibili scelte che si dovevano effettuare convocò allora al Quirinale il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Gen. Giovanni De Lorenzo ed il Capo di stato maggiore della difesa Gen. Aldo Rossi e non solo, lo fece proprio durante le consultazioni con i partiti per nominare un nuovo governo.
Certo ora siamo nel 2021 e non nel 1964, Presidente è Mattarella e non Segni, ed i generali sono cambiati tuttavia certe lezioni della storia non dovrebbero mai essere dimenticate…..