Conti, rifiuti e bare: la grande fuga dei candidati a sindaco

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Commenti

    VEDREMO CHI AVRA’ LA BACCHETTA MGICA PER ADDOMESTICARE IL ” PANORMOSAURO” CI VORRANNO UNA DECINA DI CAMMARATA E MICCICHE’ MESSI AD OGNI DELEGA. VEDREMO CHI SARA’ PIU’ CAPACE DEL SINDACO USCENTE E FINALMENTE PARECCHI FINIRANNO AD ADDITARLO. OGNI OPPOSITORE O DELATORE ABBIA IL CORAGGIO A CANDIDARSI NELLA GIUNGLA DI PALERMO. AUGURI AL PROSSIMO SINDACO

    certo e’ che sara’ difficile fare peggio di orlando, e’ a causa sua se siamo in questa bella situazione

    L’unica soluzione a mio parere è la nomina di un commissario straordinario dotato di ampi poteri

    Si, ma nella situazione in cui siamo ci ha messo Leoluca Orlando Cascio ed i suoi.
    NON DIMENTICHIAMOLO

    Quindi il motto di Orlando???? Ci sta lasciando una città distrutta ……

    L’unica soluzione è a mio parere la nomina di un commissario straordinario con ampi poteri

    “Professore che, non a caso, da qualche mese ha sposato la causa del Pd di Enrico Letta”………………amore a prima vista, tanti auguri ai novelli sposi……

    Certo che c’è da ridere, tutti pronti a prendersela con Orlando, a cominciare dal clown gelarda, poi al momento di mettersi in gioco, tutti in fuga, secondo il grande metodo dei vigliacchi!
    Allora? Ora i problemi sono gli evasori, chi insozza, la mancanza di fondi? Ieri no? Ieri solo colpa di Orlando?
    MA VERGOGNATEVI

    Deve pagare il sindaco. lui il sindaco lo sapeva fare. Vi ricordate?

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Niente di nuovo, né la salsiccia, né Vladimiro portano ottimismo anche se dall'altra parte c'è un signore vicino agli 80 che vuole, sempre vuole, fortissimamente vuole essere ricandidato. Quasi quasi, speriamo che ce la faccia. Ma questi sarebbero capaci di perdere anche con Schifani.

Fare i conti senza l'oste Più che grandi manovre, sembra un meccanismo di legittimazione biunivoca: la coalizione sostiene il presidente, il presidente sostiene il sindaco, il sindaco riconosce il buon operato del presidente e, alla fine, tutti certificano che loro stessi e i propri compagni di coalizione hanno lavorato bene. Ma sulla base di quali indicatori? Una volta si diceva, provocatoriamente, “piove, governo ladro”; oggi sembra che chi governa voglia far valere il principio opposto: “guerra, governo assolto”. Le crisi internazionali esistono e pesano, ma non possono diventare l’alibi permanente per tutto ciò che non funziona. Giudicato e giudicante devono essere distinti: i politici amministrano, i cittadini giudicano. E giudicano sui risultati, non sulle attestazioni di merito che i governanti si attribuiscono. Sanità, strade, acqua, rifiuti, trasporti, lavoro, servizi, qualità della vita, corruzione e criminalità sono gli indicatori veri. Se su questi fronti i problemi restano evidenti, proclamare di avere lavorato bene rischia di apparire più come un’autocertificazione che come una valutazione fondata sui fatti. E quando questa autocertificazione è troppo distante dalla realtà vissuta dai cittadini, può essere percepita come una presa per i fondelli e produrre un effetto boomerang. Il giudizio vero arriverà con il voto: la riconferma non si autocertifica, non si concede tra alleati e non si scambia. Si conquista sui risultati. Altrimenti significa, appunto, fare i conti senza il cittadino.

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