I carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (Nas) di Palermo, insieme ai militari della Compagnia di Trapani e al personale del Dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Trapani, hanno eseguito una serie di controlli in ristoranti e pubblici esercizi del centro storico della città. Le ispezioni hanno portato al sequestro di quattro locali, di oltre un quintale di alimenti ritenuti non idonei al consumo e a sanzioni amministrative per complessivi 14 mila euro. Nel corso delle verifiche sono emerse numerose irregolarità di carattere igienico-sanitario, amministrativo e strutturale.
Controlli a tappeto dei Nas a Trapani
Secondo quanto accertato dai militari, alcune attività avrebbero ampliato abusivamente gli spazi destinati all’esercizio commerciale. In altri casi sarebbe stata riscontrata la somministrazione di alimenti e bevande pur essendo autorizzate esclusivamente come caffetterie. Gli ispettori hanno inoltre rilevato la presenza di depositi e cisterne privi delle necessarie autorizzazioni, oltre a occupazioni di suolo pubblico effettuate senza i prescritti titoli autorizzativi.
Riscontrate carenze igienico-sanitarie
Le verifiche hanno evidenziato anche il mancato rispetto delle procedure di autocontrollo previste dal sistema HACCP, l’omesso aggiornamento della registrazione sanitaria relativa alle attrezzature impiegate nelle attività produttive e l’assenza dei requisiti necessari a garantire la tracciabilità degli alimenti. Tra le situazioni più gravi riscontrate, i Nas hanno sequestrato un deposito nel quale alimenti destinati al consumo erano conservati insieme a rifiuti e oli esausti, in condizioni ritenute incompatibili con la normativa igienico-sanitaria. In un’altra attività è stata invece scoperta una cucina realizzata all’interno di un locale originariamente destinato a servizio igienico.
Sequestrati oltre 100 chili di alimenti
L’attività ispettiva si è conclusa con il sequestro di quattro locali utilizzati abusivamente e di oltre un quintale di alimenti di diversa tipologia, giudicati non idonei al consumo e immediatamente avviati alla distruzione. Le violazioni contestate hanno comportato l’elevazione di sanzioni amministrative per un importo complessivo di 14 mila euro.
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