PALERMO – Un dibattito sul ruolo dell’informazione nell’epoca delle piattaforme digitali, la lotta alla disinformazione, l’impatto dell’intelligenza artificiale e la necessità di garantire pluralismo, trasparenza e correttezza del confronto democratico.
Sono stati questi i temi affrontati nel convegno degli stati generali della comunicazione politica e istituzionale, che si è svolto oggi a Palermo, a Palazzo dei Normanni.
Corecom Sicilia, il convegno
L’incontro è stato organizzato dal Corecom Sicilia, presieduto da Andrea Peria, su iniziativa del coordinamento nazionale dei presidenti dei Corecom delle Regioni e delle Province autonome.
Ad aprire il dibattito il presidente della Commissione Antimafia all’Ars Antonello Cracolici, che ha detto: “I social vengono spesso usati per fare una pericolosa propaganda e apologia di modelli culturali criminali, che è l’humus delle organizzazioni mafiose. Una prateria su cui ancora c’è poca vigilanza”.
Nel suo video-intervento, il sottosegretario all’Informazione e all’Editoria Alberto Barachini, ha posto l’accento sulla qualità del confronto democratico: “La comunicazione politica deve essere autentica, chiara e trasparente. Non può cedere alla manipolazione o alla tentazione di costruire artificialmente un nemico per delegittimare l’avversario – ha detto il sottosegretario – Il ruolo dei Corecom sui territori è fondamentale per la tutela del pluralismo, il rispetto della par condicio e la diffusione dell’educazione digitale, oggi più necessaria che mai”.
“Corecom, presidi territoriali di democrazia”
Il commissario Agcom Massimiliano Capitanio ha invece richiamato l’attenzione sulla necessità di rafforzare la cultura digitale, soprattutto tra le nuove generazioni, mentre Laura Aria, commissario Agcom, ha sottolineato “il valore dei Corecom, autentici presidi territoriali di democrazia e componente essenziale del sistema di tutela dei diritti dei cittadini”.
A confrontarsi sul rapporto tra politica, informazione e nuove sfide della comunicazione sono stati anche tre autorevoli protagonisti del giornalismo italiano: Mario Ajello, editorialista de Il Messaggero, Carmelo Lopapa, capo della redazione politica de la Repubblica e Vincenzo Morgante, direttore di Tv2000. Dai loro interventi è emersa una riflessione condivisa sulla crisi di fiducia che investe politica e media, sulla necessità di recuperare la qualità dell’informazione e sul ruolo del giornalismo nel rafforzare la partecipazione democratica.

