I positivi in Sicilia salgono a 188| "Verso il blocco dei collegamenti"

I positivi in Sicilia salgono a 188| “Verso il blocco dei collegamenti”

Musumeci chiede l'esercito. Il materiale sanitario non arriva. Palermo, secondo medico positivo

CORONAVIRUS
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PALERMO – La giornata di domenica sul fronte della lotta al Covid-19 si apre con due casi sull’isola di Salina. E sui controlli allo stretto di Messina il governatore Musumeci dice: “La mia ordinanza individua le regole da tenere per garantire alla Sicilia un sicuro approdo per merci e persone”. A Palermo, intanto, gli esami eseguiti per verificare se il sindaco Leoluca Orlando sia venuto in contatto con il Covid-19 hanno dato esito negativo. “Non viene meno ovviamente – dichiara il sindaco – la necessità di proseguire per tutti, a tutela di tutti, il massimo di isolamento a casa propria, lavorando da casa”. I contagi salgono a  188, Musumeci chiede l’intervento dell’esercito per aiutare nei controlli sui rientri dal nord.

FINE DELLA DIRETTA

20.42 – Grazie all’ordinanza numero 5 del presidente della Regione Siciliana stanotte siamo stati invasi dai Tir e i pendolari dello Stretto, compresi i medici del Policlinico, sono stati messi in quarantena. Vanno invece esclusi da questa condivisibile previsione che riguarda i pendolari delle altre Regioni. È per tale motivo che ho indirizzato una nuova nota al presidente Musumeci, che fa seguito a quella di ieri, in cui si chiede la modifica della sua ordinanza”. A riferirlo è il sindaco di Messina, Cateno De Luca. “Tale disposizione – continua – ha completamente trascurato l’elemento imprescindibile che caratterizza la città di Messina, quello di far parte dell’area integrata dello Stretto. Questa peculiarità determina giornalmente, attraverso vari vettori di navigazione, il passaggio da e per la Sicilia e la Calabria di un numero rilevante di pendolari a vario titolo. Ferme restando le sospensioni per alcune categorie di pendolari stabili, alcune altre categorie rilevanti continuano a viaggiare giornalmente: medici, impiegati della pubblica amministrazione, liberi professionisti. Pertanto risulta assolutamente iniquo e vessatorio nei confronti di tali cittadini non potere continuare a viaggiare sullo Stretto, pur dovendo ovviamente osservare anch’essi le strette misure sanitarie cui devono sottoporsi tutti gli altri cittadini”. De Luca poi aggiunge: “Appena si è diffusa la notizia della pubblicazione dell’ordinanza si è registrato un numero cospicuo di presenze di Tir all’interno del centro urbano. Ciò conferma che la preoccupazione manifestata da questa Amministrazione in ordine alle conseguenze che il recepimento del protocollo all’interno della ordinanza avrebbe comportato in termini di ricadute viabili, ambientali e di sicurezza dei cittadini, erano fondate”.

20.25 – La Regione annuncia il contenuto di alcuni provvedimenti da parte del ministero dei Trasporti: “Blocco di tutti i collegamenti con la Sicilia”

20.09 –  “Da venti giorni chiediamo che ci inviino le mascherine: non voglio polemizzare, ma non si può rinviare di giorno in giorno. Mi pare che Roma abbia ‘pensato’ un po’ in ritardo”. A dirlo è il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, intervistato da Sky Tg24 in merito all’emergenza coronavirus. “Il materiale sanitario tarda ancora ad arrivare – aggiunge Musumeci – e così abbiamo contattato alcune aziende siciliane chiedendo loro di portare mascherine e camici. Se continuiamo ad aspettare Roma – prosegue il governatore – corriamo il rischio che i buoi scappino dalla stalla”. Musumeci quindi chiede che da parte del governo nazionale “il trattamento sia omogeneo per tutte le regioni d’Italia”.

19.52 – Con un video messaggio ai cittadini, il Sindaco Leoluca Orlando ha proposto al Governo nazionale di autorizzare le ditte disponibili a riconvertire le proprie produzioni per produrre in tempi rapidi i presidi e i dispositivi indispensabili in questo momento nel settore sanitario, i cosiddetti Dpi, prime fra tutte le mascherine e le tute. “Mancano i dispositivi di protezione, fondamentali e indispensabili – sottolinea Orlando – per coloro che, a rischio della propria vita operano nelle strutture sanitarie, ospedaliere e farmaceutiche. Il Governo nazionale deve immediatamente provvedere a rifornire tutti coloro che rischiano la vita con questi dispositivi, e deve autorizzare le tante fabbriche pronte a riconvertirsi per produrre al più presto quello che serve per la salute dei lavoratori e per la salute dei cittadini”.

19.40 – Anche il primario del reparto di ortopedia pediatrica dell’ospedale “Cervello” di Palermo è risultato positivo al test del Coronavirus. Nel reparto sono subito state avviate le procedure di sanificazione e i controlli sugli altri sanitari. Si tratta del secondo medico dell’ospedale nel giro di due giorni, dopo che ieri era risultata positiva anche il primario del pronto soccorso pediatrico dello stesso ospedale. I tamponi eseguiti sul personale sanitario di quel reparto stamane avevano dato esito negativo.(ANSA).

19.23 – “Pieno sostegno al Presidente Musumeci che, con grande determinazione e impegno, sta facendo il possibile per proteggere la nostra Sicilia e i siciliani dalla diffusione di questo maledetto virus. Bene fa il nostro Governatore a sottolineare la sua preoccupazione sul probabile drammatico effetto che l’esodo di massa da Nord a Sud del Paese, causato dall’imperizia del Governo, potrà causare nei prossimi giorni nella nostra Regione. Il Governo nazionale collabori col Presidente Musumeci e non sottovaluti la sua richiesta, Forza Italia è con lui”. Lo afferma in una nota Gabriella Giammanco, Vicepresidente di Forza Italia in Senato e portavoce azzurra in Sicilia. “Anche se nella nostra Isola attualmente la situazione Coronavirus è sotto controllo – prosegue -, appoggio pienamente l’operato di Musumeci che, con intelligenza e senso delle istituzioni, sta facendo tutto il possibile per tutelare i siciliani e prevenire la diffusione del contagio. Condivido il suo appello affinché sia coinvolto l’esercito, i soldati siano smistati nei punti di arrivo dal Nord e venga data loro la possibilità di essere agenti di sicurezza, affinché le persone che arrivano siano tracciate, controllate e poste in quarantena preventiva. Allo stesso modo, trovo molto responsabile da parte di Musumeci prevenire l’eventuale emergenza occupandosi di predisporre nuovi posti letto sia per l’ospedalizzazione che per la terapia intensiva. Occorre agire in anticipo, cosa che non ha fatto il Governo Conte, e seguire il principio di massima precauzione, affinché la salute dei siciliani sia adeguatamente protetta” conclude Giammanco.

18.42 – L’anziano di 64 anni residente a Santa Marina Salina, trovato positivo al coronavirus, è stato trasferito nel pomeriggio in elisoccorso al policlinico di Messina. Il paziente è stato prima accompagnato in ambulanza alla pista eliportuale di Malfa dove lo attendeva un elicottero appositamente attrezzato. Resta invece in isolamento nella propria abitazione la giovane di 25 anni, anche lei positiva al coronavirus, rientrata nei giorni scorsi sull’isola dal Nord Italia.(ANSA)

17.38 – La ricetta del Pd: “Prestiti alle imprese siciliane per 190 milioni”

16.25 – Intervenendo a ‘In mezz’ora in più’, il presidente della Regione, nello Musumeci, ha svelato di avere chiesto “l’intervento dell’esercito” per aumentare i controlli su chi è arrivato negli ultimi giorni di emergenza Covid-19 in Sicilia. “Ho già parlato con i vertici militari regionali – ha spiegato il governatore -. Non si tratta di mettere i carri armati per le strade: l’esercito c’è già con l’operazione ‘strade sicure’, si tratta soltanto di modificare alcuni aspetti e fare in modo che i militari possano aiutare polizia e carabinieri. L’epidemia nell’Isola? Ci prepariamo al peggio, anche se fino a questo momento la diffusione del virus in Sicilia appare abbastanza contenuta”.

13.59 – Paura per la situazione a Sciacca, i sindaci lanciano l’allarme

13.23 – Sale il numero dei pazienti affetti da coronavirus ricoverati negli ospedali siciliani. Il bollettino diffuso dalla presidenza della Regione spiega che alle 12 di oggi i ricoverati sono 71, cioè 18 in più rispetto ai 53 di ieri. Sale anche il numero dei ricoverati in terapia intensiva, dagli undici di ieri ai 15 di oggi, così come il numero dei guariti che passa da quattro a sette. Due i deceduti. Altri 108 pazienti si trovano in isolamento domiciliare. Questa la mappa dei ricoveri: 33 a Catania, 16 a Palermo, sette a Messina, sei a Siracusa; quattro a Trapani, due ad Agrigento e due a Enna, uno a Caltanissetta.

13.06 – Sono 188 i casi di positività al coronavirus riscontrati in Sicilia, 32 in più di ieri quando il numero dei contagiati si era fermato a 156. I campioni sono stati trasmessi all’Istituto superiore di sanità per le analisi di conferma. I dati sono stati resi noti dalla presidenza della Regione nel suo bollettino quotidiano, aggiornato alle 12 di oggi, che fornisce il quadro riepilogativo dell’emergenza Covid-19 nell’Isola e sono già stati trasmessi all’Unità di crisi nazionale. Dall’inizio dei controlli, i tamponi validati dai laboratori regionali di riferimento (Policlinici di Palermo e Catania) sono 2.452.

12.59 –Non è tollerabile continuare ad assistere con il compiacimento del governo nazionale all’esodo di massa dal nord verso il sud di migliaia di persone, mille solo ieri arrivati dall’estero. Una nuova ondata verso la Sicilia che non ha ragione di esistere se non per la scelleratezza di chi sta rispedendo qui i non residenti. Di questo passo usciremo dalla quarantena nel 2023”. Lo afferma Vincenzo Figuccia, deputato dell’Udc all’Ars. “La Sicilia – prosegue – sta dimostrando grande solidarietà e senso della nazione accogliendo nelle strutture sanitarie quei soggetti di altre regioni positivi al coronavirus, una benevolenza che non deve essere certamente interpretata da qualche eunuco romano come ingenuità. Pertanto – dice Figuccia – il mio forte appello è quello di blindare la Sicilia esortando il Presidente della Regione ad assumere ai sensi dell’articolo 31 dello Statuto le vesti di responsabile dell’ordine pubblico, di capo delle forze dell’ordine e in quanto tale, senza che vi sia l’obbligo di attendere le indicazioni di Roma, per dovere nei confronti di tutto il popolo siciliano, di applicare i provvedimenti straordinari necessari a scongiurare il dilagare incontrollato del virus, compresa la chiusura temporanea del trasporto aereo, ferroviario e marittimo da e per la Sicilia. Corazzare l’intero territorio regionale per proteggerlo da ogni minaccia dall’esterno è conditio sine qua non – continua Figuccia – per ridurre in tempi celeri i numeri dei contagi ormai fuori controllo. A quel punto i Prefetti che formalmente dipendono dal Ministero degli Interni non potranno che attenersi alle disposizioni di Palazzo d’Orleans perché non avvenga più quanto si è verificato a Messina dove l’audace sindaco De Luca, al quale va la mia solidarietà, si è visto pestare i piedi da qualche ministrello ‘per aver tutelato con il coprifuoco i cittadini messinesi’. Il nostro dovere – conclude – è certamente quello di contribuire a rinvigorire la forza del un Paese nel rispetto dell’Autonomia della nostra Regione”.

12.42 – La musica non si ferma, entra nelle case a dispetto della stasi imposta dal coronavirus, con la web Tv del Teatro Massimo che continua a offrire l’opportunità di rivedere le più belle produzioni degli ultimi anni e addirittura di scaricarne i programmi di sala. Da lunedì 16 a mercoledì 18 marzo due capolavori come “Il barbiere di Siviglia” di Rossini e Madama Butterfly di Giacomo Puccini ma anche il Concerto di Capodanno Kids con gli oltre 200 bambini e ragazzi che compongono il Coro di voci bianche, il Coro Arcobaleno, la Cantoria e la Massimo Kids Orchestra. Per seguire gli spettacoli occorre collegarsi a http://www.teatromassimo.it/teatro-massimo-tv-567/ #sempreaperti #iorestoacasa.

12.37 – “Tutelare il personale della sanità impegnato contro il Coronavirus è indispensabile. Non è solo un fatto di tutela dei diritti di questi lavoratori, ma è quanto va garantito perché la prima linea di difesa dell’intero paese non sia esposta a rischi più del necessario”. Lo affermano Marianna Caronia, deputato regionale e consigliere comunale, e Igor Gelarda, capogruppo della Lega a Palazzo delle Aquile, che aggiungono: “ci arrivano da più parti notizie secondo cui sembra che questo non sia chiaro e che molti operatori della sanità, interi settori operativi e reparti siano se non del tutto abbandonati comunque sguarniti di adeguati strumenti e protezioni”. Caronia e Gelarda citano in particolare i casi registrati a Palermo: “Al 118, i cui operatori vedono negarsi il diritto ad avere le mascherine FFP2 prescritte dal Ministero della Sanità o le tute protettive, ed è il caso dell’ospedale Cervello, dove nonostante casi di contagi fra il personale, non sono disponibili dispositivi di protezione per chi deve continuare a lavorare”. Per Caronia e Gelarda “la situazione è davvero disperata se siamo arrivati al punto che addirittura dall’assessorato alla Sanità si dichiara che gli operatori del 118 possono utilizzare delle semplici mascherine chirurgiche invece di quelle prescritte in una nota ministeriale del 22 febbraio. La Sicilia e il suo sistema sanitario – proseguono – non possono essere lasciati in queste condizioni. Gli operatori del 118, i medici e tutto il personale sanitario devono subito essere protetti, anche perché da loro dipende in questo momento la tenuta dell’intera regione”. La Lega chiede con forza alla Protezione civile nazionale di intervenire, rifornendo la sanità siciliana dei dispositivi di protezione.

12.00 – Il teatro antico di Taormina diventa tricolore: “Coraggio Italia”

11.51 – Denunciato un farmacista nisseno, venda “autotest” per il virus

11.38 – Due casi positivi di Covid-19 a Salina, una delle sette isole dell’arcipelago delle Eolie. Riguardano una giovane di 25 anni che era appena tornata a Santa Marina di Salina dal nord Italia e di un isolano dello stesso Comune, di 64 anni. I tamponi erano stati eseguiti nella serata di venerdì e la positività, riscontrata dal laboratorio del centro malattie infettive di Barcellona Pozzo di Gotto, attende ancora di essere validata dai uno dei due centri regionali di riferimento. I due pazienti, secondo quanto riferito dai carabinieri, si trovano nelle loro abitazioni in isolamento, per il piu’ anziano viste le patologie pregresse, si sta programmando il trasferimento in un ospedale adeguato, tenuto conto che il presidio sanitario di Lipari non è in grado far fronte alle esigenze della malattia.

10.44 – Sono proseguiti fino a ieri sera i contatti fra gli uffici dell’amministrazione comunale, la prefettura, le forze dell’ordine e i concessionari che operano all’interno dei mercati ittico e del mercato ortofrutticolo per individuare le modalità di attuazione del Dpcm dell’11 marzo e dell’Ordinanza regionale di ieri al fine di non danneggiare l’approvvigionamento alimentare della città. E’ stato quindi predisposto un piano per la limitazione degli accessi che dovranno essere controllati e contingentati e per l’applicazione delle precauzioni e delle prescrizioni igienico sanitarie all’interno delle strutture. Lunedì mattina, quando i due mercati saranno chiusi, si verificherà la concreta attuabilità di tale piano che prevede l’impiego di personale comunale e delle Forze dell’ordine per il controllo degli accessi ed una rigida regolamentazione delle operazioni mercatali interne ad opera degli stessi concessionari e sotto la vigilanza delle forze di polizia. Il sindaco spiega che “tutti gli uffici comunali interessati hanno lavorato ininterrottamente da ieri per trovare il modo migliore per far continuare la vendita ed allo stesso tempo assicurare condizioni di sicurezza per i lavoratori e di salubrità per gli alimenti.” L’assessore Piampiano chiarisce che “si è interloquito con tutte le istituzioni interessate e soprattutto con i concessionari che hanno ben compreso la delicatezza della situazione. Crediamo di aver trovato alla fine la soluzione che lunedì proveremo a verificare sul campo”.

9.00 – Diecimila mascherine, che non riportavano le indicazioni previste dalla normativa sulla sicurezza dei prodotti, sono state sequestrate dalla guardia di finanza del comando provinciale di Catania. Sono state trovate in un deposito di Misterbianco durante controlli servizi per la verifica delle misure per il contenimento dell’epidemia Coronavirus. Il titolare dell’attività commerciale, un cittadino cinese, è stato segnalato alla Camera di commercio per l’irrogazione delle relative sanzioni pecuniarie, che possono arrivar ad un massimo di 200.000 euro.


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