Corruzione nella sanità, chiesto l'arresto di medici e imprenditori

Corruzione nella sanità, chiesto l’arresto di medici e imprenditori

Tra gli indagati tre medici ospedali pubblici

PALERMO – Scoppia un altro bubbone nella sanità palermitana. La Procura di Palermo chiede l’arresto per corruzione di medici, faccendieri e imprenditori.

La decisione spetta al giudice per le indagini preliminari che ha già fissato gli interrogatori preventivi.

I filoni sono due. Uno riguarda la certificazione di invalidità e l’altro le forniture ortopediche.

L’uomo chiave dell’inchiesta, coordinata dai pubblici ministeri Gianluca De Leo e Andrea Zoppi, è Leonardo Gaziano, medico dell’Asp di Palermo addetto alle prestazioni di specialistica ambulatoriale.

Lavora all’ospedale “Casa del Sole” e al Distretto sanitario di Bagheria. Avrebbe ottenuto la promessa e la dazione di somme di denaro da parte di Giuseppe Nicoletti.

Quest’ultimo è stato incaricato da diversi privati di seguire le pratiche per il riconoscimento di prestazioni previdenziali e assistenziali.

Le tangenti – si parla di cifre fino a 5 mila euro in contanti – sarebbero state pagate in cambio di certificazioni con la prescrizione di presidi ortopedici che servivano per ottenere l’invalidità.

Stessa ipotesi di reato viene contestata Gismondo Brunetto,  medico fisiatra in servizio presso al presidio”Enrico Albanese” sempre dell’Asp 6 e al centro “Graziano” (convenzionato con il Servizio sanitario nazionale).

Il terzo medico indagato è Sonia Alcamisi, neuropsicologa dell’Ospedale “Buccheri La Feria” e della Samicam.

Ed ancora a pagare tangenti sarebbe stato Biagio Mendolia della Ormeva.

Obiettivo: gonfiare gli ordinativi. Non solo somme di denaro ma anche casse di gamberoni e pesce ordinati da Gaziano, che gli avrebbe messo a disposizione Massimiliano Contino, amministratore unico della “Ortopedia Barbanera Srl” e titolare di una ditta individuale di materiale ortopedico.

Per Nicoletti è stato chiesto il carcere mentre per tutti gli altri gli arresti domiciliari.

Nel corso di una perquisizione domiciliare a Graziano sono stati trovati cinquemila euro in contanti nelle tasche dei vestiti. Gli investigatori hanno sequestrato tablet e cellulari degli indagati.


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