PALERMO – “C’è chi parla di codicilli, di ordinanza legittima o nulla. Intanto, la notte scorsa si sono confermati 58 positivi a Lampedusa. E altri tamponi arriveranno in giornata per l’esito, al secondo controllo che ho disposto. Ulteriore dimostrazione che la mia ordinanza interviene su materia sanitaria e non sulla politica migratoria. Dal Viminale attendiamo risposte, non altro”. Lo scrive, su Facebook, il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci.
Il governatore siciliano dalle colonne del Corriere della Sera e de Il Tempo ha annunciato la volontà di andare avanti sulla sua linea. “Lo Stato ha competenza sui migranti. Il presidente della Regione ce l’ha in materia sanitaria. E in tempo di epidemia è chiaro che mi sto occupando di questo. Se c’è un contenitore che, secondo le autorità sanitarie, non ha i requisiti per ospitare persone in tempo di coronavirus io ho il dovere di intervenire, altrimenti compio una omissione”. Musumeci assicura che andrà avanti. “Io come organo dello Stato ho notificato l’ordinanza alle prefetture che rispondono al Viminale. Se chi ha l’obbligo non agisce, se ne assume la responsabilità”.
Quanto alla ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, “al posto di attaccarsi alla nullità dell’ordinanza si assuma per intero le sue responsabilità. Al Viminale sono confusi ed in forte ritardo. Facciano qualcosa e lo facciano presto. Questo mio provvedimento arriva solo adesso perché abbiamo atteso per mesi che il governo nazionale si desse una strategia”, spiega Musumeci. “Ma abbiamo capito che la risposta da Roma è fatta di silenzi e omissioni e ho dovuto adottare l’ordinanza che tutela il diritto alla salute di chi si trova in Sicilia e degli stessi migranti”.
“I siciliani rischiano di apparire razzisti. Ma non lo sono mai stati. Non lo siamo. Protestano semmai contro un governo immobile”, accusa Musumeci. “Non è giusto ammassare migranti. Non è giusto vederli fuggire nelle campagne senza saperne più nulla. E nemmeno che il governo italiano intervenga in Tunisia in agosto e non a febbraio, quando aveva il dovere di farlo, per bloccare quella che impropriamente chiamano ‘invasione’, ma che è la corsa di migliaia di disperati in una terra come la Sicilia dove la disperazione ha segnato il codice genetico dei propri abitanti”. Il premier Giuseppe Conte, aggiunge, “fa finta di niente sull’emergenza migranti, come se la Sicilia non fosse parte dell’Italia. Da due mesi chiediamo lo ‘stato di emergenza’ su Lampedusa. Non si sono neppure degnati di dare una risposta”. (ANSA).

