Regista morto a Lampedusa, la madre: “Disperazione senza fine”

L’incidente, i sogni spezzati di Cristiano: il cordoglio e le indagini

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Il racconto di Marina Castiglione: "Aveva comprato casa, era fidanzato, era felice"
LA TRAGEDIA
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Cristiano Giamporcaro, regista e documentarista, è morto a 29 anni nelle acque di Lampedusa, travolto dalle eliche di un gommone mentre era impegnato in un’immersione. L’incidente è avvenuto sabato 8 agosto nelle acque di Punta Sottile. La madre, Marina Castiglione, professoressa dell’Università di Palermo ed ex vicesindaca di Caltanissetta, racconta all’ANSA che il figlio aveva regolarmente con sé la boa di segnalazione. “Siamo impietriti e annichiliti da un dolore inaspettato e profondissimo”, afferma.

Il giovane regista e documentarista nisseno conosceva bene il mare e tornava da tre estati a Lampedusa per portare avanti un progetto cinematografico dedicato alla crescita di un bambino. Secondo quanto ricostruito, a travolgerlo sarebbe stato un gommone sul quale viaggiava una coppia di turisti romani (e non milanesi come si era appreso in un primo momento, ndr), un uomo di 72 anni e una donna di 69, che hanno casa sull’isola ormai da anni.

La mamma: “Aveva la boa, ma non è stato sufficiente”

“Abbiamo poche notizie, quelle che ci sono state date dalla Capitaneria all’interno dell’obitorio – racconta Marina Castiglione all’ANSA – sappiamo che Cristiano era a 20 metri dalla battigia. Era sempre prudentissimo, aveva cominciato ad andare sott’acqua quando aveva 8 anni e non faceva mai attività che potessero mettere in pericolo lui o gli altri”. Al momento dell’incidente, Cristiano Giamporcaro era con la compagna. “Poco dopo – ricostruisce la madre del giovane regista – è passato un motoscafo a forte velocità e lei non ha visto più riemergere Cristiano. Ha cominciato a gridare. Sono riusciti a recuperarlo soltanto dopo tre ore. Aveva regolarmente la boa, era segnalato, ma non è stato sufficiente”.

Due indagati per omicidio nautico, attesa per l’autopsia

La Procura di Agrigento ha aperto un’inchiesta ipotizzando il reato di omicidio nautico. Il gommone è stato sequestrato e sono due le persone indagate. Si tratta di un atto dovuto in vista degli accertamenti tecnici non ripetibili. La salma di Giamporcaro è stata trasferita a Porto Empedocle. L’autopsia sarà effettuata martedì 11 agosto all’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento. La Procura ha conferito l’incarico al medico legale Alberto Alongi.

Gli investigatori cercheranno di ricostruire con precisione quanto accaduto nelle acque di Punta Sottile anche attraverso gli accertamenti sull’imbarcazione. L’ipotesi è che l’elica del gommone abbia tranciato un braccio al 29enne, provocando un grave dissanguamento che ne avrebbe causato la morte. “Non so chi siano i due turisti – sottolinea Marina Castiglione – e non riguarda noi avere questo genere di informazioni. Ci penserà la Procura”. La famiglia Giamporcaro ha affidato la propria assistenza legale all’avvocato Sergio Iacona.

I progetti del regista morto a Lampedusa

La madre del regista 29enne morto a Lampedusa pone anche una questione più ampia sulla sicurezza in mare: “Cristiano era un’anima rispettosa della natura e delle persone, quello che ci affligge è che questo stesso rispetto non c’è stato da parte di chi si stava divertendo. Questa situazione va affrontata perché il mare non è soltanto il lucro dei balneari, il divertimento di chi prende un gommone in affitto e chi lo guida senza neanche sapere usare un motorino. E non si può consentire che una persona che sta facendo un’attività rispettosa muoia così. Non è giusto. Ma in questo momento le cause ci interessano poco perché adesso stiamo vedendo solo gli effetti disastrosi”.

A rendere ancora più dolorosa la perdita sono i progetti che il giovane stava costruendo. “Cristiano – dice ancora Marina Castiglione – era in una fase di crescita professionale importante. Aveva appena vinto un bando per la migliore sceneggiatura, aveva comprato casa, era fidanzato, era felice. Vedere questa sua felicità oggi per noi si è tradotto in una disperazione senza fine”. Oltre alla madre Marina e alla compagna, Cristiano Giamporcaro lascia il padre, l’ingegnere Ruben Giamporcaro, e la sorella Costanza.

Il cordoglio dell’Università di Palermo

La morte di Cristiano Giamporcaro ha suscitato profonda commozione anche all’Università di Palermo. Il rettore Massimo Midiri ha espresso, a nome personale e dell’intera comunità accademica, il cordoglio alla professoressa Marina Castiglione. “Una tragedia che ci lascia profondamente addolorati – si legge sui social – Alla prof.ssa Castiglione, al padre Ruben Giamporcaro, alla famiglia e a quanti lo hanno conosciuto e amato rivolgo, anche a nome dell’Ateneo, la mia più sincera vicinanza e il mio personale abbraccio. Giovane regista emergente, Cristiano Giamporcaro lascia il ricordo di una persona creativa e ricca di talento”.

Anche il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’ateneo si è stretto attorno alla famiglia: “Grande amante del mare e sub esperto, Cristiano era anche un giovane regista emergente e creativo. Il suo documentario La ricomparsa delle lucciole (2023) era stato selezionato nella sezione internazionale del Festival dei Popoli di Firenze e successivamente presentato in altri festival, tra i quali il Sole Luna Doc Film Festival del 2024. Una giovane vita, ricca di passioni, progetti e talento, spezzata improvvisamente: una tragedia che lascia sgomenti e per la quale è difficile trovare parole adeguate. In questo momento di indicibile dolore, tutta la comunità del Dipartimento di Scienze Umanistiche si stringe con affetto intorno a Marina, a suo marito e alla loro figlia Costanza, esprimendo loro la propria più sincera e commossa vicinanza”.

Costanza Quatriglio: “Era nel posto che amava”

Cristiano Giamporcaro, il regista morto a 29 anni a Lampedusa, si era diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia – Sede Sicilia, dopo avere frequentato il corso triennale di Documentario. “Siamo profondamente sconvolti dalla tragica e improvvisa scomparsa del nostro ex allievo regista Cristiano Giamporcaro. Diplomatosi il 21 aprile del 2023, aveva frequentato il corso triennale di Documentario, (Bando 2020/22), ottenendo meritatamente il titolo di regista. Ricorderemo sempre il suo talento, la sua passione per il cinema e la sua straordinaria umanità”, è il messaggio del Centro diretto da Ivan Scinardo.

Particolarmente intenso il ricordo di Costanza Quatriglio, direttrice artistica della sede siciliana del Centro Sperimentale di Cinematografia. “Siamo sgomenti e addolorati per la morte del nostro ex allievo Cristiano Giamporcaro, ucciso a 29 anni dalle eliche di un gommone. Lui era nel suo luogo, il posto che amava, il mare, Lampedusa. Voleva fare un film che rispettasse lo scorrere delle stagioni. Quel tempo che adesso lui non ha più”, esordisce.

“Cristiano aveva un film da fare – continua – E se hai un film da fare sei felice, e non c’è gioia più grande che vedersi crescere, imparare dai propri limiti, superarli e diventare ogni giorno più consapevole. Cristiano è stato allievo inquieto, in cerca di sé e del suo posto, restio ai troppi discorsi, ma con tantissimo da dire; con un mondo tutto suo che condivideva con passione e generosità. Da ex allievo dava una mano nelle fasi di post-produzione delle esercitazioni e dei saggi”.

“Il pensiero, ancora confuso per la notizia terribile, va alla famiglia, alla madre, alla lingua madre – la professoressa Marina Castiglione, linguista e filologa, ispirazione per progetti interessantissimi di Cristiano – aggiunge Costanza Quatriglio – E va ai suoi compagni e alle sue compagne. Alla nostra comunità che cresce ogni anno, fatta di persone che si sostengono, che si amano, che si riconoscono l’un l’altra, dentro e fuori la scuola. Ci abbracciamo e ci stringiamo, pensando a quel sorriso scanzonato di Cristiano che a volte sembrava farsi beffe, nascondendo una sensibilità estrema per gli aspetti dolorosi dello stare al mondo”.

Regista morto a Lampedusa: “Stava realizzando il suo sogno”

Ogni estate, da circa tre anni, Cristiano Giamporcaro tornava a Lampedusa per seguire attraverso la macchina da presa la crescita di un bambino. Un progetto che raccontava anche il suo modo di intendere il documentario e che il regista e docente di cinema Gianfranco Pannone ha ricordato dopo la tragedia. “Andarsene a 30 anni mentre si filma nelle acque di Lampedusa – si legge su Facebook – Cristiano Giamporcaro l’ho appena conosciuto un po’ di tempo fa, da semplice allievo, al Centro Sperimentale di Cinematografia – Sede Sicilia, a Palermo, e ho fatto in tempo a capire che aveva tutta l’intenzione di realizzare per bene il suo sogno”.

“D’altro canto voler seguire anno per anno la crescita di un bambino a Lampedusa (il film che portava avanti credo da un paio d’anni) – prosegue – motivo per cui si trovava in mare a filmare, per essere poi tranciato dalle eliche di un motoscafo in corsa, è degno di un vero regista documentarista, che sa aspettare e anche rispettare il tempo degli altri. È andata male ed è motivo di grande tristezza per me. Mi unisco al dolore dei familiari, della sua ragazza, dei compagni del corso di regia e a Costanza Quatriglio e Ivan Scinardo, che il Csc di Palermo lo guidano. Ciao Cristiano”.

Anche Marco Fragale ricorda Cristiano Giamporcaro via social: “Se ne va un ragazzo buono, gentile, ma soprattutto un grande regista emergente, con ancora tanti sogni e tanto talento da donare. Non ci sono parole per comprendere e accettare una disgrazia così grande e ingiusta. Non ti dimenticheremo, Cristiano. Dona forza e coraggio ai tuoi cari, affinché possano trovare la forza di accettare un dolore così immenso. Eri l’orgoglio della tua mamma Marina: resta accanto a lei, consolala e veglia sempre su tutti coloro che ti hanno amato. Vola in alto, Angelo buono”.

Il cordoglio del Sole Luna Festival

Il talento del giovane regista aveva già cominciato a trovare riconoscimenti importanti. Il documentario “La ricomparsa delle lucciole”, realizzato nel 2023, era stato selezionato nella sezione internazionale del Festival dei Popoli di Firenze e successivamente presentato, tra gli altri, al Sole Luna Doc Film Festival nel 2024. Proprio il Sole Luna Festival lo ricorda così: “Con grande dolore apprendiamo della morte del giovane regista Cristiano Giamporcaro. Al Festival Sole Luna il suo sguardo poetico, la sua sensibilitá e il suo talento avevano colpito tutti noi e il pubblico dell’edizione 2024. ‘La ricomparsa delle lucciole’ (2023), il suo film d’esordio, racconta l’incanto di un bambino sul mistero della vita. Ha poi fatto parte, con sguardo attento, sensibile e appassionato, del comitato di selezione del nostro festival. Ci stringiamo al dolore degli amici e della famiglia”.

Un’altra tragedia in Sicilia poche settimane prima

La morte di Cristiano Giamporcaro riporta l’attenzione su un’altra tragedia avvenuta appena poche settimane prima nelle acque siciliane. Lo scorso 19 luglio Matteo Di Franca, 24 anni, era morto mentre nuotava davanti a Ortigia, a Siracusa, dopo essere stato colpito dalle eliche di un’imbarcazione presa a noleggio da alcuni turisti. Diletta Costanzo, amica di Marina Castiglione, ha ricordato entrambe le vittime: “Matteo Di Franca stava nuotando di fronte a Ortigia, a Siracusa, quando è stato travolto dalle eliche di un’imbarcazione presa a noleggio da alcuni turisti”. “Per tutti è un ragazzo politicamente impegnato della sua città – racconta – È alla consulta giovanile, amato e stimato da tutti. A casa mia Matteo è il figlio di Loredana, una delle cugine di mia madre, morta troppo presto. Lui è la speranza della sua famiglia, i sacrifici della sua famiglia. Il futuro che sognamo tutti (…) Il futuro finisce in pezzi, colpito dalle eliche da una barca presa a noleggio da turisti estivi. Matteo ci lascia a 24 anni con l’ amaro in bocca, con una speranza tradita e tantissima rabbia”.

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Poi il racconto del momento in cui ha appreso della morte del giovane regista nisseno: “Un’ amica mi chiama piangendo ‘È Cristiano! È Cristiano!’. È il corpo di Cristiano Giamporcaro quello colpito dal gommone di turisti milanesi a Lampedusa. Cristiano aveva 29 anni, era un talento del cinema di avanguardia e amava il mare. Stava facendo immersione e aveva la sua boa a galla. Ucciderlo era matematicamente impossibile, se chi guidava avesse rispettato la regola: devi passare a 100 metri dalla boa (…) Cristiano muore dolorosamente. I suoi genitori sono due delle persone che stimo di più su questo pianeta. La madre è Marina, un’ amica, un esempio, un’ istituzione culturale, un faro intellettuale della mia vita”.

“Noi consoleremo le madri, gonfieremo palloncini bianchi ai funerali e ci diremo con rassegnazione ‘Che sfortuna’. E invece no, non è sfortuna – tuona Diletta Costanzo – È follia allo stato puro. È morte ingiusta per omicidio colposo. È la superficialità dei nostri tempi che uccide figli che potevano (e Ve lo posso garantire) cambiare in meglio questo nostro mondo. Volevo diventare vecchia e ascoltare un comizio di Matteo e pensare di votarlo. Volevo andare alla presentazione del prossimo film di Cristiano e pensare ‘Che bravo oh’ e mandare messaggi di complimenti a sua madre sbrodolata di felicità. Ci avete tolto il futuro. Non vi perdoneremo. Non dimenticheremo”.


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