AGRIGENTO – La luna di miele tra Ismaele La Vardera e Michele Sodano all’ombra dei templi di Agrigento sembra già conclusa. Ad incrinare il rapporto tra i due giovani simboli della vittoria di Controcorrente alle Comunali nella città di Pirandello è il caso dell’abitazione ereditata dal vice sindaco Giovanni Crosta, per la quale è era stata presentata una richiesta di sanatoria edilizia.
Perché è nato il caso Crosta ad Agrigento
Crosta ha spiegato di avere ereditato l’immobile costruito dal padre quando aveva undici anni e di non essere responsabile, chiaramente, di alcun abuso. “Già nel mese di luglio il sindaco aveva chiesto agli uffici tecnici una ricognizione sulla situazione degli immobili presenti nelle aree di inedificabilità, e a conferma di questo percorso, io stesso ho già firmato un nuovo atto di indirizzo con cui si chiede, con sempre maggiore fermezza, di procedere alla verifica e all’esame delle istanze di sanatoria ancora pendenti, un’attività sostanzialmente ferma da circa quarant’anni”, le parole di Crosta in un post di qualche giorno fa.

La vicenda, però, è scoppiata definitivamente proprio durante la due giorni degli stati generali di Controcorrente ad Agrigento, con ospiti di rilievo nazionale tra cui il leader M5s Giuseppe Conte. Oggi l’accelerazione contenuta in una nota della segreteria regionale di Controcorrente: “Crosta faccia un passo indietro, sconti a nessuno”.
La lite tra Sodano e La Vardera
La cosa non è andata giù a Sodano, che in un post ha preso le distanze dalla decisione del movimento e del suo leader. “Apprendo soltanto dagli organi di stampa della richiesta di dimissioni avanzata da Ismaele La Vardera nei confronti del vicesindaco Giovanni Crosta – scrive -. Fino a ieri sera avevo chiesto che la vicenda venisse esaminata approfonditamente nelle sedi competenti di Controcorrente, a partire dal Collegio dei probiviri, prima di giungere a conclusioni che, senza un esame completo dei fatti, rischiano di essere affrettate”.
Sodano si schiera dalla parte di Crosta e annuncia una riunione di Controcorrente Agrigento “per valutare il da farsi, anche alla luce – dice – della posizione espressa da La Vardera”. Secondo il sindaco di Agrigento “perdere un amministratore del valore di Crosta rappresenterebbe una grave sconfitta”. E infine: “Su questa vicenda ascolterò tutti, valuterò tutti gli elementi e, come Sindaco, assumerò le decisioni che competono alla mia responsabilità, nell’esclusivo interesse della città e nel pieno rispetto della legalità”.

La risposta di Controcorrente a Sodano
Le tensioni sono andate avanti sottotraccia durante la due giorni dell’hotel Kaos ma ora sono deflagrate. La frattura con i vertici di Controcorrente, dopo appena tre mesi dalla vittoria elettorale, è evidente visto che lo stesso La Vardera risponde a Sodano in un commento riportando la replica della segreteria regionale del movimento: “Qui nessuno sta dicendo che Crosta sia un delinquente – si legge -. Ma siamo stati eletti in movimento che non fa sconti a nessuno e che pretende chiarezza anche dai propri. C’è una questione di opportunità politica, ora ci vuole, grande quanto una ‘casa’”.
A Sodano si contesta la circostanza di avere appreso della decisione di Controcorrente dalla stampa: “Sai perfettamente che il movimento da giorni ti rappresenta una presa di posizione chiara, cosa che non è avvenuta e certamente non hai appreso dalla stampa”.
Controcorrente quindi ribadisce: “Crosta faccia un passo indietro. Controcorrente non fa sconti a nessuno. neppure ai suoi iscritti”. Una decisione definita “sofferta ma necessaria”. La segreteria regionale di Controcorrente spiega poi i motivi della sua intransigenza, che affondano le radici nelle prime dichiarazioni di Crosta: “Affermare che la casa fosse disabitata, per ridimensionare la notizia, per poi scoprire che è stata vissuta anche in modo non continuativo, lo troviamo poco consono al principio della trasparenza e della verità dei fatti”.
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C’è poi la questione “più importante”, quella “dell’opportunità politica circa la permanenza di un assessore, cui pende una pratica in sanatoria presso l’ente che amministra”. Controcorrente Sicilia, a questo proposito, chiede a Sodano: “Cosa avremmo fatto noi se fossimo stati all’opposizione? Avremmo preteso esattamente quello che oggi stiamo chiedendo”.
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