Intervista Totò Cuffaro: perché non mi candido

“Ero Totò vasa vasa, ho sbagliato: perché non mi candido più”

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Commenti

    Questa decisione lo riabilita. Spero che la mantenga. La legge che lo riabilita è sbagliata. La pena scontata non cancella il resto.

    Bene Totò, la tua decisione è giusta e ti riabilita più della legge.

    Sempre molto rispetto ha avuto per la famiglia!
    Alle europee candidato, vedrete

    Capite? Ha aiutato la mafia a sua insaputa!

    …e soprattutto senza nulla in cambio…. un benefattore!

    Non facciamo i finti moralisti, un cittadino una volta scontata la pena giusta o sbagliata che sia per un reato passato in giudicato è perfettamente riabilitato riconquistando tutti i diritti. La legge è uguale per tutti sia che uno si chiami Salvatore Cuffaro, Marcello Dell’Utri, Silvio Berlusconi o Pinco Pallino…….

    Pochissime cose sono definitive, la stessa interdizione perpetua, a quanto pare, perpetua non è. Pertanto è improbabile che Cuffaro vesta ancora per molto i panni della perpetua di un partito nuovo. Lo attestano le telefonate affettuose: vogliono quel partito, non uno nuovo, quel Cuffaro dispensator di… baci.

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mah, un assessore che scrive ai propri uffici e soprattutto lo fa sapere all'universo mondo... il che dimostra che il problema non sono gli uffici ma che lui del lavoro che si fa nei suoi uffici ne sa poco e quel poco che sa persino male. e il problema non sono le ferie., ma la sua voglia matta di apparire . dubito che in questi giorni lui sia in assessorato.....

Buona la prima di un politico corrente, anzi di una politica, in questo “che ve ne sembra della Sicilia?”: non ha elencato l'intero repertorio dei mali siciliani con relativi rimedi. E buono l'attacco, il carcere dei minori, per spiegare la Sicilia che non piace, quella che non è in grado di assicurare a tutti almeno la terza media, come si diceva una volta. E quella che piace, meglio quella che si vorrebbe, è “una Regione capace di innalzare il livello culturale della propria classe politica e della società civile nel suo insieme”. Quindi si parla di cultura, con un eventuale “piano-sistema 0-6 anni”. Ma soprattutto si parla di giovani visti come protagonisti del loro futuro e non più solo destinatari di misure. Allora, cultura, giovani, il loro futuro, ma anche il nostro.

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