Cybersecurity, Alessandro Palmigiano alla Conference on Cyberlaw

Cybersecurity, Alessandro Palmigiano alla Conference on Cyberlaw

Alessandro Palmigiano
Decidi tu come informarti
su Google.
Aggiungi LiveSicilia
alle tue Fonti preferite:
quando cercherai
una notizia, ci troverai
più facilmente.
AGGIUNGI
Appuntamento dal 29 novembre al primo dicembre 2023
LA CONFERENZA
di
2 min di lettura

PALERMOAlessandro Palmigiano, managing partner dello studio legale Palmigiano e Associati, sarà l’unico avvocato dell’Unione Europea relatore alla International Conference on Cyberlaw, Cybercrime & Cyberscurity 2023 di Nuova Delhi.

L’appuntamento, che riunirà dal 29 novembre al primo dicembre 2023 i maggiori esperti del settore della sicurezza e della normativa di internet, è organizzato dal sito Cyberlaws.net e dallo studio internazionale Pavan Duggal Associates con il patrocinio, tra gli altri, del Ministero degli Affari Esteri, del Ministero delle Tecnologie e dell’Elettronica e del Dipartimento degli Affari Legali dell’India. Si tratta di 43 sessioni, che copriranno 55 argomenti, con oltre 300 relatori provenienti dai cinque continenti che, nel corso delle 3 giornate di lavori, si scambieranno esperienze, best pratices ed ipotesi progettuali per affrontare le sfide crescenti del web.

Gli organizzatori della conferenza hanno invitato il legale palermitano Palmigiano per la sua competenza nel settore del diritto bancario: è stato membro di prestigiosi gruppi di ricerca per la Commissione Europea, come, ad esempio il Gruppo di esperti in materia di Cloud Computing; nello specifico, durante il suo intervento, Palmigiano fornirà un quadro della casistica italiana ed europea in materia di operazioni e frodi bancarie come phishing (online), smishing ( tramite sms) e vishing (furto di informazioni private), con riferimento alla responsabilità delle banche durante operazioni non autorizzate.

“I sistemi di sicurezza non sono sicuri”

“La crescita dei casi di truffe bancarie attraverso bonifici prelievi, messaggi, attraverso telefonate o email che sembrano arrivare dalle proprie banche dimostra come, in molti casi, i sistemi di sicurezza degli istituti di credito non siano sicuri – ha spiegato l’Avv. Alessandro Palmigiano – . Ci sarebbero strumenti tecnologici per evitare queste truffe ma questo richiede che le banche facciano degli investimenti in sistemi di sicurezza più avanzati. Non è possibile far ricadere il rischio di impresa sui clienti. Con i colleghi discuteremo di queste tematiche e di buone prassi che le banche potrebbero adottare”.

Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI