Dal Comune sforbiciata alla Tari | In arrivo 9mila accertamenti

Dal Comune sforbiciata alla Tari | In arrivo 9mila accertamenti

Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando

Il sindaco Orlando, a Palazzo delle Aquile, fa i conti sulla situazione finanziaria della quinta città d'Italia presentando il consuntivo 2014 e dando qualche anticipazione sul preventivo 2015. Caccia ai furbetti della tassa sui rifiuti, entro luglio il Comune annuncia 9mila accertamenti contro gli evasori.

PALERMO – Il comune di Palermo dà una sforbiciata alla Tari, si prepara a stanare a luglio 9mila furbetti della tassa sui rifiuti e brinda per le partecipate che tornano in utile dopo 15 anni. Il sindaco Orlando, a Palazzo delle Aquile, fa i conti sulla situazione finanziaria della quinta città d’Italia presentando il consuntivo 2014 e dando qualche anticipazione sul preventivo 2015.

La novità sta nel calo della tassa sui rifiuti: la giunta ha approvato le nuove tariffe, che però dovranno passare dal consiglio comunale. La Tari verrà tagliata del 5-7% per le utenze domestiche e del 6% per le non domestiche. Chi pagherà in unica rata il 16 giugno riceverà poi un conguaglio. Il gettito scende così da 128 a 122 milioni, ma i proventi per Rap potranno contare sulla lotta all’evasione: finora sono stati recuperati 100mila metri quadrati di imponibile, mentre entro luglio il Comune invierà ad altri 9mila utenti avvisi per recuperare ulteriori 500mila metri quadrati. Si tratta di evasori totali o parziali, con una lotta all’evasione fatta anno per anno per recuperare almeno 15 milioni.

Quanto si risparmierà quindi? Facendo riferimento a una casa di 100 metri quadrati, un single passa da 259 euro a 239 (-7,77%), una famiglia di due persone da 306 a 284 euro (-7%), di tre persone da 334 a 311 (-6,7%), di quattro da 360 a 336 (-6,4%), di cinque persone da 367 a 346 (-5,9), di sei o più da 359 a 340 (-5,4). Per le utenze non domestiche scendono quasi tutti del 5%.

Un calo che è il primo segnale di controtendenza rispetto al passato, dove la pressione fiscale è aumentata a dismisura: dal 2010 al 2014 si è passati da 251 milioni a 487 milioni. Il che è dovuto anche a una modifica del sistema fiscale che prevede che siamo i comuni a incassare direttamente parte delle tasse dello Stato.

Andiamo al consuntivo che presenta un avanzo di 80 milioni, di cui circa 50 non vincolati e quindi utilizzabili nel prossimo previsionale. Crollano i trasferimenti da 416 milioni a 175. Diminuiscono anche gli investimenti passando da 122 a 64 milioni, di cui 10 di avanzo di amministrazione, 27 di risorse proprie, 22 di nuovi mutui e 4 di trasferimenti statali. Calano i residui passivi di 60 milioni e la spesa corrente di 15.

“L’uscita dal tunnel dal dissesto viene certificata anche sotto il profilo finanziario ed economico – dice Orlando – la madre di tutte le sciagure del comune era il disastro dei conti, oggi approviamo il rendiconto 2014 che costituisce un racconto del passato ma che pone le premesse per il futuro”.

“Non abbiamo fatto macelleria sociale, né ulteriori inasprimenti fiscali che invece cominciamo a ridurre – ha spiegato l’assessore Luciano Abbonato – inasprimenti obbligatori nel 2012. Riduciamo le tasse a partire dalla Tari che scenderà dal 5 al 7% per le utenze domestiche, quasi il 6% per le utenze non domestiche. Tutto il 2015 ci vedrà impegnati sul fronte della lotta all’evasione, questa inversione di marcia è irreversibile. Si riduce di 15 milioni la spesa del personale, abbiamo fatto fronte ai gravi tagli dei trasferimenti rimboccandoci le maniche e provando a razionalizzare la spesa corrente. Ci muoviamo in un quadro incerto: noi verseremo ora l’Imu, ma riceveremo la quota del fondo di solidarietà forse ad agosto, stessa cosa con la Regione sul fronte Amat che vanta un credito di 60 milioni di euro. Effettuiamo i pagamenti in 45 giorni. La volontà è di fare presto il bilancio non andando oltre il 30 luglio, confermo il trend delineato e cioè vogliamo mantenere alta la spesa di investimento con l’autofinanziamento. Questo è possibile anche grazie all’avanzo di amministrazione, dobbiamo però ridurre la spesa corrente sia del Comune che delle partecipate. Abbiamo fatto austerity senza togliere servizi ai cittadini. Per la prima volta avremo un sistema delle partecipate che complessivamente genera utili, con Amat in positivo di 70mila euro. Questo vuol dire che le aziende sono governate e che i conti del Comune sono stati risanati non a scapito delle partecipate”. Conti a posto nelle aziende quindi, anche se rimangono criticità sui servizi.

Ma il Comune ha voluto rispondere anche alla curatela Amia che ha chiesto il pagamento di 45 milioni di euro. “La recente decisione della Cassazione ha certificato che la curatela ha preso qualche abbaglio – ha detto il sindaco – abbiamo inoltre presentato opposizione contro la ricapitalizzazione di Amia con le quote di Amg perché fatta con la sola firma di un dirigente e di due palazzi. Basti pensare che la la fattura più grossa da nove milioni era già pagata, non c’è alcuna aderenza alla realtà. La curatela non ha dato discontinuità alla gestione dissennata dei commissari”.

LE REAZIONI
“Finalmente il rendiconto 2014 è stato partorito con un avanzo di amministrazione di oltre 80 milioni di euro e con la notizia dell’ottima salute di cui godono le partecipate, tutte in attivo. La certificazione di un default però non si basa solo sui dati finanziari, ma anche sull’incapacità o impossibilità a erogare servizi ai cittadini, vero ed unico obiettivo di una amministrazione pubblica. Palermo è in un default evidente di servizi: avere 80 milioni nel cassetto ma la città sporca, il verde abbandonato, trasporti pubblici e pubblica illuminazione da terzo mondo, strade come mulattiere, servizi sociali al limite della denuncia, non serve a nulla”. Lo dichiarano i consiglieri comunali di Palermo di Idv Paolo Caracausi e Filippo Occhipinti. “Avremmo preferito un bilancio in pareggio ma una Palermo con servizi e assistenza adeguati ad una città europea – dicono Caracausi e Occhipinti – come avevamo sostenuto non c’era assolutamente bisogno di vessare i cittadini con la Tasi, 16 milioni che potevano essere risparmiati dai cittadini già alle prese con la grave crisi economica e occupazionale. Non sta né in cielo né in terra neanche l’annuncio del pagamento delle fatture entro 45 giorni, se già gli uffici competenti trasmettono con forti ritardi i mandati di pagamento, come successo in questi mesi per le fatture dei servizi sociali che registrano ritardi di oltre 240 giorni e privano i lavoratori degli stipendi. Prendiamo atto che per il futuro si prevede la riduzione della Tari del 6-7%, ma noi ci batteremo affinché possa essere ridotta ulteriormente anche in considerazione dello scarso servizio offerto. Ci auguriamo che l’annuncio di portare entro luglio il bilancio di previsione sia rispettato e che si possa fare una migliore programmazione rispetto al passato”.

 

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