Dalle rapine ai taccheggi |Borse schermate e minacce

Dalle rapine ai taccheggi |Borse schermate e minacce

I commercianti in ginocchio chiedono un intervento legislativo.

Criminalità a Catania
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CATANIA – Un dato è certo: le rapine alle falde dell’Etna sono diminuite. La mano della giustizia infatti è pressante e le indagini portano a inchiodare gli autori che finiscono in cella, anche per anni. Ma la criminalità corre ai ripari. Da due anni sono aumentati in maniera sostanziale a Catania i taccheggiatori. Ci sono catene di grande distribuzione nella provincia etnea che registrano perdite annuali di circa un milione di euro. Non si tratta del ladro che ruba per necessità, ma di veri e propri gruppi organizzati che sono pronti anche a minacciare e usare violenza.

Organizzati di tutto punto: con apposite borse schermate che riescono a bypassare i controlli antitaccheggio di supermercati e negozi. Ad essere “ingaggiate” sono soprattutto donne, alcune anche accompagnate dai figli e in alcuni casi anche incinte. Un metodo che serve a limitare le reazioni anche dei vigilantes. Ma le strategie criminali non sono finite: perché dietro c’è una regia ben orchestrata che fa pensare a un coinvolgimento diretto del crimine organizzato. Le taccheggiatrici infatti (secondo fonti di LiveSicilia sono state già identificate 14 donne dalle forze dell’ordine) sono “accompagnate” dai “picciotti” di turno che non solo avrebbero il compito di fare da “palo” ma anche di “intervenire” in caso le ladre venissero “pizzicate”. E molti di questi sono ex rapinatori.

Si sono registrati casi in cui il “balordo” di turno quando si è accorto che la donna è stata fermata o controllata è andato direttamente dal direttore a minacciarlo in chiaro stile mafioso. C’è chi ha denunciato, ma c’è anche chi per paura si è arreso. E’ ben strutturata anche la filiera della ricettazione: la merce rubata infatti viene facilmente “piazzata” e rivenduta. E quindi i proventi sono sicuri e veloci. Ad essere rubati sono prevalentemente derrate alimentari: pacchi di caffè, alcolici, parmigiano reggiano. Molti commercianti ed esercenti però sono sopraffatti dalla sfiducia, perché molte volte la risposta dello Stato tarda ad arrivare. Molte taccheggiatrici e ladri sono stati fermati e denunciati a piede libero in attesa della celebrazione del processo.

Gli stessi imprenditori chiedono un intervento del legislatore per una più celere certezza della pena. Il rischio è che molti non vedendo la concreta risposta delle istituzioni percorrano la strada del pizzo. Potrebbero rivolgersi al malvivente di turno per chiedere protezione al fine di interrompere i furti. Il rischio è pressante: perché dove le Istituzioni tardano ad arrivare il crimine semina, coltiva e raccoglie.

(foto della rissa dopo il furto alla Coin dello scorso anno) 

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