Danze, luci e grandi artisti| Un Festino aperto a tutti

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Presentata la 392esima edizione del Festino di Santa Rosalia.

PALERMO – Un Festino da vivere con il naso all’insù, ammirando danzatori volanti e acrobati sullo sfondo di monumenti illuminati dai giochi di luce, ma senza distogliere lo sguardo dagli ultimi, dagli esclusi, da chi è vittima di violenza, nel segno di una Palermo inclusiva, che guarda all’altro come una ricchezza e che diventa crocevia di popoli e religioni. E’ questo il senso più profondo della 392esima edizione della festa dedicata a Santa Rosalia, firmata da Lollo Franco e con la voce di Lando Buzzanca.

Un Festino nel segno di Giuseppe Pitrè “che studiava le tradizioni e le identità, quelle identità che non chiudono le porte agli altri”, dice monsignor Corrado Lorefice al Palazzo arcivescovile mentre con Franco, il sindaco Orlando e l’assessore Cusumano incontra i giornalisti per parlare del programma che dal 10 luglio riempirà le piazze di spettacoli in onore del Pitrè.

La sera del 14 luglio invece il carro trionfale sarà ricomposto sul piano di Palazzo Reale, riassembleando quattro parti in precedenza esposte in vari punti della città. Lorena Cacciatore impersonerà Rosalia con danzatori sospesi e coreografie particolari, rivivendo le vicende della Vergine grazie a giochi di luce e visual art. Poi il carro, spinto da giovani atleti, migranti e devoti, si fermerà alla Cattedrale dove ballerini interagiranno con visual art e mapping, ai Quattro Canti con la celebre frase pronunciata dal sindaco (“Viva Palermo e Santa Rosalia”), a piazza Marina con danze sospese e ifnine a Porta Felice per 45 minuti di giochi d’artificio e musiche. Sul carro, oltre a Rosalia, anche alcuni turisti sorteggiati grazie alla collaborazione di Federalberghi, e una delegazione colombiana della città sudamericana di Palermo. Ma già a partire dal 10 le principali piazze di riempiranno di iniziative villa Garibaldi, la Cattedrale, piazza Marina, piazza Bologni, la Martorana, Palazzo dei Normanni, piazza Pretoria, Palazzo Asmundo, Palazzo Bonocore, Sant’Orsola e piazza Bellini

Un Festino multiculturale, come dimostra anche l’invito di Lorefice ai rappresentanti di tutte le religioni per la mattina del 14 luglio: “Aprirò le porte di casa mia a tutti i responsabili delle varie religioni, imam, rabbini, pastori, presbiteri, guide spirituali per testimoniare la bellezza dello stare insieme in pace e in fraternità”, ha scritto il vescovo nel suo messaggio in occasione del suo primo Festino.

Il pensiero però va anche a monte Pellegrino, martoriato dagli incendi e il cui accesso al Santuario, secondo quanto annunciato dal primo cittadino, è stato recuperato. “Il Festino segna il grande legame fra la comunità religiosa e la città delle culture – ha spiegato Orlando – riaffermazione dell’impegno per liberare la città dalla moderna peste dell’egoismo e dell’indifferenza”, lanciando poi una stoccata al governo nazionale per la mancanza di un piano di distribuzione dei minori migranti non accompagnati.

“L’apertura all’esterno è un segno caratteristico dell’amministrazione, dal Massimo a Zac – ha detto Cusumano – anche il bozzetto del carro è di un artista colombiano. Inoltre già dal giorno dopo si potrà già lavorare al prossimo Festino, grazie al bando biennale che abbiamo emanato”. “Il Festino appartiene a Palermo e ai palermitani – ha aggiunto Franco – valorizzeremo il percorso arabo-normanno e le tradizioni popolari”.

LE REAZIONI
Critico il leader di Noi con Salvini, Francesco Vozza: “Personalmente non riesco a comprendere cosa c’entri il tema dell’immigrazione con il Festino di Santa Rosalia. E non comprendo nemmeno perché trasformare quella che è una celebrazione evidentemente cristiana in una festa di tutte le religioni. Cosa c’entrano i musulmani con Santa Rosalia? Credo che chiunque debba ovviamente essere libero di prendere parte a questa grande festa, che è diventata nel tempo il simbolo della nostra città, ma non condivido affatto la scelta di quest’amministrazione guidata da Orlando di dare un significato ideologico ben preciso all’evento, trasformandolo in un’occasione di propaganda in favore dell’immigrazione di massa”.

 

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