Paura per David Sassoli, è ricoverato in ospedale

Paura per David Sassoli, è ricoverato in ospedale

David Sassoli ricoverato
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“Quando lei si è operata c'erano già persone che attendevano da un anno il loro referto”. Maria Cristina Gallo è stata operata nel dicembre del 2023, ma per avere notizia del relativo referto istologico ha dovuto attendere più di 8 mesi, nonostante innumerevoli solleciti. Nel frattempo il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, in una conferenza stampa del gennaio 2024 aveva dichiarato: “Non si può dire a chi ha necessità di un ricovero, di una prestazione ambulatoriale o di un esame specialistico: ripassi dopo perché non abbiamo posto. Ecco perché in Sicilia, fin dal nostro insediamento, abbiamo voluto affrontare da subito il problema. E i risultati ci hanno dato ragione: è di dominio pubblico che in un anno, nell'Isola, le liste d'attesa sono state abbattute di circa il 90% e in alcuni casi, come nella provincia di Trapani, addirittura azzerate”. Detto così mentre proprio nel Trapanese si consumava il dramma della professoressa Gallo e di tanti altri sfortunati siciliani. Quindi durante quella conferenza stampa il Presidente non aveva fatto cenno né alle persone che già nel dicembre 2023 aspettavano da un anno il referto, né alla professoressa Gallo, e ciò perché nulla sapeva di loro o perché sapendo ha preferito tacere. Non c'è una terza ipotesi. E con un certo impegno il silenzio presidenziale s'è protratto nel tempo. Ci son volute due interrogazioni parlamentari, una denuncia della famiglia della professoressa con relative indagini per scoprire che i referti oncologici fino a quel momento non consegnati ammontavano a 3.313. E dal marito della signora Gallo, da una sua intervista a questo giornale, abbiamo saputo che sono stati ben 356 i casi di tumori scoperti in colpevole ritardo. Nella drammatica storia della professoressa Maria Cristina Gallo e della sua famiglia non c'è soltanto una questione morale da addebitare alla sanità in senso stretto. Ma una precisa responsabilità da intestare alla politica “governante” che nel caso non si è dimostrata all'altezza, ignorando o tacendo su una questione di vita e di morte di tanti esseri umani. In un altro Paese, senza aspettare l'intervento di un giudice che si sovrapponga alla politica sempre più debole, il Presidente ci avrebbe rimesso “il posto”. Non da noi: siamo tutti garantisti, anche se detta così sembra una scusa, come l'altra: credo nella giustizia (e nei suoi tempi). Se nessuno è colpevole, resta innocente! Vabbè, ma un Presidente non può ritenere di rimanere al suo posto se ha affermato di avere azzerato le liste di attesa... mentre una prima vittima cominciava a morire proprio a causa di quell'attesa!

A me pare che la barzelletta, pure per nulla divertente, sia questa maggioranza di venditori porta a porta di clientele che non ha neanche il buon gusto istituzionale di andare ad elezioni anticipate. Del resto come possono percepire il clima elettorale se anche la più inutile delle dichiarazioni come questa vengono riportate con la fanfara dalla stampa? Cantatevela e suonatevela da soli finché potrete prima delle elezioni che vi spazzeranno vi dalla scena politica dell'isola. Peace

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