PALERMO – Oggi il giudice ha deciso il rinvio a giudizio per tre buttafuori del locale in cui morì il giovane Aldo Naro. Dopo qualche ora arriva il commento Rosario Naro, generale dei carabinieri, padre del giovane medico morto il 14 febbraio nella discoteca Goa dove era scoppiata una rissa.
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“E’ stata – racconta l’uomo – una lunga giornata piena di emozioni. Il rinvio a giudizio degli indagati è frutto della nostra caparbietà, del lavoro degli ottimi avvocati e dei consulenti. Senza la nostra ferma convinzione la morte di mio figlio sarebbe stata giudicata in un processo per rissa dove l’unico imputato era un minorenne colpevole di avere sferrato un calcio. Adesso dopo sette anni forse conosceremo la verità su quello che è successo quella sera e forse avremo giustizia”.
“Non sono stati – aggiunge Rosario Naro – semplici questi anni per me e la mia famiglia. Ma grazie all’appoggio di mia moglie e di mia figlia siamo arrivati a questo punto. Nessuno di noi ha creduto che mio figlio sia morto per un solo calcio. Adesso – conclude il padre del giovane medico – sono certo che mio figlio ci guarda dal paradiso e ci sorride”.

