Nel carcere di Padova, lunedì scorso, due detenuti per mafia hanno aggredito un ergastolano, anche lui presunto appartenente a Cosa Nostra, colpendolo ripetutamente alla testa. Per ridurre il trauma l’uomo ha subito un intervento d’urgenza durato più di sette ore e gli sono stati applicati oltre 500 punti di sutura. Ne dà notizia Donato Capece, segretario generale del sindacato autonomo polizia penitenziaria Sappe.
“E’ un episodio gravissimo – dice -, accaduto in un istituto caratterizzato da un grave sovraffollamento (per 439 posti letto regolamentari c’erano il 31 giugno scorso oltre 820 detenuti presenti, il 45 per cento dei quali regolamentari) mentre il reparto di polizia penitenziaria ha ben 121 agenti in meno in organico”.
“E’ del tutto evidente – prosegue – che la tensione nelle carceri sta salendo in maniera esponenziale. E l’afa ed il caldo di queste settimane acuiscono inevitabilmente i problemi connessi alla detenzione ed alla promiscuità. Problemi rispetto ai quali i numerosi richiami del presidente della Repubblica sulla criticità situazione penitenziaria del Paese non sembrano suscitare l’attenzione di una classe politica colpevolmente distratta”.
