GIARRE – Si è concluso con l’arresto in flagranza di reato, per detenzione ai fini dello spaccio di sostanze stupefacenti, il blitz compiuto ieri sera dai carabinieri della Compagnia di Giarre nell’abitazione di Francesco Cavallaro in via Romagna a Giarre. I militari dell’Arma, al termine di un’attenta attività info investigativa, hanno deciso di compiere una perquisizione in casa del 30enne, detenuto agli arresti domiciliari dopo la condanna in primo grado a 15 anni per l’omicidio del pastore di Calatabiano Salvatore Buda. All’arrivo dei carabinieri, intorno alle 21, qualcuno dall’abitazione ha tentato di disfarsi di un involucro contenente 13 dosi di cocaina. Un tentativo che non è passato inosservato. In casa rinvenuti e sequestrati anche 3000 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività illecita.
Ma i carabinieri, convinti che l’uomo nascondesse altro, hanno esteso la perquisizione anche ad altri luoghi nella sua disponibilità. Nei vasi collocati fuori dal portone sono state trovate ulteriori 5 dosi di polvere bianca. Sottoposti a controllo, grazie all’ausilio dei vigili del fuoco di Riposto, anche il vano e i binari dell’ascensore. Lì sono stati trovati 150 grammi di marijuana, altri 25 grammi di cocaina, 35 grammi di sostanza da taglio, un bilancino di precisione ed alcuni “pizzini” contenenti nomi e relative cifre. Nel vano dell’ascensore, nel piano inferiore, recuperata anche una busta con 450 grammi di marijuana. L’intero quantitativo è stato sottoposto a sequestro.
Francesco Cavallaro, che lo scorso giugno era stato arrestato sempre per spaccio, su disposizione del magistrato di turno, è stato rinchiuso nel carcere di Piazza Lanza a Catania. L’uomo, imputato nel processo davanti alla prima sezione penale della Corte d’Assise d’Appello, non è potuto comparire stamani all’udienza. Il presidente della Corte Salvatore Costa ha così disposto un rinvio.


