PALERMO – L’Agenzia delle Entrate contestava alla Healthy Life 360 srl, società di professionisti che fornisce prestazioni di dietoterapia, il mancato pagamento di quasi 86mila euro di Iva su alcune prestazioni sanitarie e la mancata dichiarazione di reddito per circa 13mila euro per l’anno 2020.
Il reddito mancante è stato ottenuto moltiplicando le 269 fatture non registrate per un corrispettivo medio di 50 euro. La tesi difensiva degli avvocati ha dimostrato che l’Iva non era dovuta.
La tesi difensiva
Gli avvocati Aldo Cannizzaro e Vincenzo Cannizzaro hanno fondato il loro ricorso sull’illegittimità dell’esclusione dall’esenzione Iva, basandosi sull’articolo 10, n. 18, del DPR 633/72, sul decreto interministeriale del 29/03/2001 e sulla circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 4/2005.
Secondo i legali, la figura del dietista ha i requisiti per godere dell’esenzione. Per ciò che concerne il disallineamento nei numeri delle fatture, gli avvocati hanno spiegato che era dovuto a un errore del programma di fatturazione che attribuiva un numero anche agli ordini non andati a buon fine.
La Corte di Giustizia tributaria di Palermo, presieduta dal giudice Carlo Lo Monaco, ha annullato la richiesta di accertamento per la parte relativa all’Iva, ritenendo che le prestazioni di dietoterapia godano dell’esenzione. Tuttavia, ha respinto il ricorso per la parte relativa ai maggiori ricavi, confermando le contestazioni dell’Agenzia delle Entrate.

