CATANIA – Critiche da Confindustria Catania al decreto fiscale pubblicato in Gazzetta Ufficiale. A intervenire è la presidente Cristina Busi, che parla di un intervento che rischia di compromettere il rapporto tra imprese e istituzioni.
“Cambiare le regole mentre le imprese già investite, confidando nel quadro normativo vigente, è un fatto grave che mina alla base il rapporto di fiducia tra sistema produttivo e istituzioni”, afferma.
Nel mirino, in particolare, la revisione degli incentivi. “Il taglio del 65% del credito d’imposta richiesto e l’esclusione dagli incentivi degli investimenti in fonti di energia rinnovabile, in particolare degli impianti fotovoltaici ad alta efficienza iscritti nel registro Enea – aggiunge Busi – rappresentano una scelta inaccettabile. Le imprese hanno programmato e realizzato investimenti importanti sulla base di indirizzi chiari e di norme definite, contando sulla certezza del diritto e sulla continuità degli impegni assunti”.
Secondo la presidente degli industriali etnei, le conseguenze sarebbero rilevanti. “Un intervento di questa natura colpisce direttamente la liquidità, la capacità competitiva e la propensione a investire delle aziende, ma soprattutto compromette la credibilità dell’azione di governo. Non si può chiedere al sistema produttivo di sostenere innovazione, transizione energetica e crescita e poi modificare unilateralmente le condizioni”.
Da qui la richiesta di un confronto immediato con l’esecutivo nazionale. “Una politica industriale seria deve essere coerente, stabile ed efficace. Solo così si possono tutelare gli investimenti, accompagnare la competitività delle imprese e garantire uno sviluppo reale dei territori”.

