Dogane, protesta sospesa |E' ricorso al giudice del lavoro

Dogane, protesta sospesa |E’ ricorso al giudice del lavoro

Al centro del malessere la sospensione dell’erogazione dei buoni pasto, dal valore di sette euro cadauno e “sostitutivi del servizio mensa”, previsti da “un accordo sindacale mai disdetto”.

CATANIA – Dogane, i dipendenti sospendono la protesta ma fanno ricorso al tribunale del lavoro. Li avevamo lasciati quasi a braccia conserte, o meglio a svolgere esclusivamente i turni mattutini. Ieri i lavoratori dell’ufficio dogane che prestano servizio all’aeroporto Fontanarossa hanno sospeso la protesta. Turni pomeridiani e serali verranno dunque nuovamente garantiti. Non si fermano, invece, né lo stato d’agitazione né i malumori dei dipendenti. Al centro del malessere la sospensione dell’erogazione dei buoni pasto, dal valore di sette euro cadauno e “sostitutivi del servizio mensa”, previsti da “un accordo sindacale mai disdetto”.

La querelle arriva adesso davanti al giudice del lavoro attraverso un ricorso “per la repressione della condotta antisindacale del direttore dell’ufficio delle Dogane di Catania”. Il giudice dovrà pronunciarsi, inoltre, sul presunto tentativo, operato dall’amministrazione – come si legge in una nota sindacale della Uilpa- “di dissuadere dalla protesta i lavoratori aderenti allo stato d’agitazione, prima obbligandoli a turni ‘comandati’ e, durante l’agitazione, con l’invio di missive prodromiche dell’instaurazione di un procedimento disciplinare”. “E’ bene ricordare che l’erogazione dei tickets restaurant, per prestazioni rese lungo l’arco di tutta la giornata, notte compresa, in sostituzione di un servizio di mensa aziendale mai realizzato, è stata sempre assicurata sin dal 2008, sulla base di norme contrattuali, in virtù di accordi sindacali locali mai disdettati”, scrive Vittorio Visicaro, segretario del Gau Uilpa dell’Ufficio Dogane.

“Né, tanto meno, nel frattempo sono intervenute novità normative o contrattuali che potessero giustificare il comportamento dell’Amministrazione doganale locale”. “E’ infatti noto che i dipendenti pubblici campano con gli stessi stipendi di sei anni fa, dal momento che è dal 2009 che i contratti non vengono rinnovati”, aggiunge Visicaro. Adesso ai dipendenti non rimane che attendere la parola del giudice del lavoro. “Purtroppo si ripete anche da noi ciò che, da tempo, avviene nel paese tra la politica e la magistratura: nel silenzio assordante degli enti e delle istituzioni aditi, sarà la magistratura del lavoro ad assumersi responsabilità che altri avrebbero dovuto assumersi”, chiosa Visicario.

 

 


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