Don Roberto, il tunisino ritratta:|"Non l'ho ucciso io"

Don Roberto, il tunisino ritratta:|”Non l’ho ucciso io”

Don Roberto, il tunisino ritratta:|”Non l’ho ucciso io”
Decidi tu come informarti
su Google.
Aggiungi LiveSicilia
alle tue Fonti preferite
:
quando cercherai
una notizia, ci troverai.
AGGIUNGI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenti

    Francamente non si capisce perché quando un immigrato compie uno stupro, un delitto, un reato di qualsiasi tipo per il partito degli immigrazionisti in ogni caso deve essere considerato malato di mentre, mentre se fai o dici qualcosa contro un immigrato, comunque sei razzista, naziasta, xenofobo ecc. Per la sinistra ormai il meccanismo è questo, si è capito da tempo. Questo signorino era un irregolare riempito di fogli di via ma continuava a stare come se nulla fosse nel nostro territorio. Adesso l’equipe di avvocati che gli avrannno messo a disposizione gli avrà consigliato di ritrattare, tanto già sappiamo che sarà scarcerato a breve. E’ chiaro che così non può continuare, gli italiani sono fessi ma fino ad un certo punto, non siilludano i sinistri.

    Perchè un immigrato in Italia, sin quando ci sarà la sinistra “ha un posto in prima fila”… Tutti diritti e NESSUN DOVERE

    Fa bene. È nero e clandestino. I magistrati gli crederanno.

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

Non è cristianesimo andare dietro le processioni e questo lo sanno bene i sacerdoti e il clero. e il Papà soprattutto. Non è fede e non è devozione. Ma rappresentano le nostre tradizioni sbagliate che ci portiamo dietro da millenni. Non credo che Gesù Cristo approvi come non approvi l'opulenza ostentata dalla Chiesa Cattolica. Mi chiedo che cosa ha a che fare con il cristianesimo l'oro e gli oggetti d'oro nelle chiese con gli insegnamenti contenuti nel Vangelo lasciati da Gesù Cristo. Non è fede è solo cattiva adulazione.

anzi di pensare al ponte pensassero alle strade ai trasporti ferroviari che siamo ancora agli anni trenta in questi giorni mio figlio e atterrato a Paleremo per i vari disagi che conosciamo e per arrivare a Catania ci sono voluti quasi dodici ore di sofferenza, e questa la Sicilia che non vorrei grazie. ai nostri politici eletti da noi ma nominati da qualcun altro e mi fermo qui. cordiali saluti direttore

“La Sicilia che non vorrei è quella che accetta l’emergenza come condizione normale” o l'accetta come maledizione. Ma è la ripetizione delle varie emergenze da un anno all'altro o senza soluzione di continuità che ci racconta un'altra storia, una storia fatta di nessuna prevenzione, poi di interventi in “tempi rilassati”, quando la maledizione, o la normale emergenza che dir si voglia, ha già colpito facendo apprezzare il benefico aiuto che si completerà essenzialmente con la dichiarazione di calamità e con pioggia di spiccioli o di corpose somme a seconda dei casi e dei beneficiari. Certo le emergenze attirano la politica, e a quanto è evidente il sindacato. E meno male! Ma se non si trattasse di emergenze, bensì di problemi mai affrontati e risolti? Ecco la Sicilia che non fa di ogni problema un'emergenza piovuta dal cielo, secondo il racconto di quest'ampia maggioranza di governo, la Sicilia che individua i responsabili, se ce ne sono, e le soluzioni dei problemi è proprio la Sicilia della quale non possiamo più fare a meno.

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI