Venerdì 12 novembre alla biblioteca comunale di Casa Professa, a Palermo, si svolgerà il seminario dal titolo “Che genere di precarietà? Le donne nel mondo del lavoro contemporaneo”, organizzato dall’associazione Send in collaborazione con Un’Altra Storia e con il Coordinamento Donne “Il Laboratorio delle Idee” della Fisac CGIL di Palermo.
Nel corso del pomeriggio interverranno Loriana Cavaleri, associazione Send, Annalisa Murgia, università di Trento, Caterina Vitale, coordinamento donne Fisac Cgil Palermo “Il Laboratorio delle idee”, Maria Teresa de Sanctis, attrice, Monica Genovese, segretaria regionale Filcams Cgil, Giovanna Marano, segretaria regionale Fiom Cgil, Antonella Monastra, consigliere comunale di Un’Altra Storia. Le realtà associative presenti saranno Arcidonna, Biblioteca delle donne U.D.I. Palermo, Le Luminarie, Mezzocielo, associazione Nzocchè, Le Onde.
Durante l’incontro è prevista la proiezione di immagini tratte dal film “Correva l’anno” di Maria Grazia Lo Cicero e Pina Mandolfo.
“Riportare al centro del dibattito pubblico il tema della femminilizzazione del mondo del lavoro – dicono in una nota gli organizzatori del seminario – è lo scopo di questo incontro. Se infatti la presenza femminile sembra ormai diffusa in quasi tutti i settori produttivi, allo stesso tempo sono molti i segnali che indicano un rapporto tra donne e lavoro tutt’altro che risolto. Se si guarda poi alla realtà siciliana i dati appaiono scoraggianti da diversi punti di vista: del tasso di disoccupazione, dello scarto retributivo, delle prospettive di carriera, ma anche da quello delle politiche di welfare territoriale o delle buone prassi di genere sperimentate in singole realtà produttive. A partire da tali considerazioni la necessità ridiscutere il rapporto tra donne e lavoro dentro la prospettiva della precarietà, tenendo conto che nell’ultimo quindicennio, il contesto lavorativo italiano si è sempre più caratterizzato per l’introduzione di forme lavorative atipiche, cioè di forme di lavoro che non presentano le caratteristiche proprie del modello del lavoro fordista. Il dibattito vuole allora approfondire l’impatto di tale trasformazione, ormai comunemente chiamata precarizzazione, sul lavoro delle donne ed in seconda istanza sul lavoro delle donne nella realtà palermitana.
La precarietà, infatti, non solo non ha aumentato le possibilità di occupazione femminile, ma ha amplificato la discriminante di genere, dal momento che sono le donne, e soprattutto quelle residenti al sud, ad essere maggiormente colpite dalla progressiva riduzione dei diritti che la precarietà comporta, con l’aggravante di vivere in territori caratterizzati da una seria carenza di servizi sociali”.

