Centrosinistra in Sicilia, la lettera aperta

“Dopo il referendum basta con le illusioni. Schlein scelga bene”

Schlein Sicilia
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LA LETTERA
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2 min di lettura

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera aperta sulla situazione politica nel centrosinistra in Sicilia.

Dopo il referendum basta illusioni: così il campo progressista rischia di perdere la Sicilia

Oggi, più che mai dopo il referendum, il campo progressista deve fermarsi e riflettere. Non per autocelebrarsi, ma per capire davvero cosa è accaduto.

Perché c’è un errore che non possiamo permetterci: pensare che la vittoria al referendum possa automaticamente tradursi in una vittoria politica alle prossime elezioni.

Non è così. Sono due piani completamente diversi.

Il voto referendario ci consegna un messaggio chiaro: una partecipazione libera, spontanea, fatta di giovani, movimenti e associazioni che si mobilitano quando sono in gioco diritti e libertà costituzionali.

In Sicilia, l’affluenza lo dimostra: quando i cittadini sentono che il voto conta davvero, partecipano.

Ma questo non significa consenso politico organizzato.

E infatti emergono anche contraddizioni evidenti. Ci sono realtà importanti – come Gela – dove l’affluenza resta tra le più basse.

Perché?

Perché esistono ambiguità politiche che allontanano i cittadini.
Alleanze locali incomprensibili, come quelle con l’MPA di Lombardo – oggi parte integrante della maggioranza regionale di Schifani – minano la credibilità del campo progressista.

Questa incoerenza non mobilita. Allontana.

E allora il punto è uno: il campo progressista deve costruire unità vera, non di facciata.

Un’unità coerente, riconoscibile, senza imbarazzi interni.

Perché così com’è oggi, il rischio non è perdere consenso.
Il rischio è non intercettarlo mai.

Rivolgo un appello chiaro a tutte le forze progressiste: fermiamoci subito e costruiamo un progetto serio per la Sicilia.

Mi rivolgo direttamente alla segretaria del PD, Elly Schlein.

Come ricorderà, sono stato tra i primi a incontrarla in Sicilia per il sostegno alla sua candidatura, perché rappresentava rinnovamento e una reale discontinuità.

Oggi quello stesso bisogno di rinnovamento, in Sicilia, ha un nome e un volto: Ismaele La Vardera.

Un giovane di 32 anni che ha scelto di esporsi, denunciare e rischiare. Che oggi vive sotto scorta. E che ha dimostrato di avere consenso e capacità di parlare a quel mondo che da anni non vota più.

Quel mondo è il vero primo partito: l’astensionismo.

Se vogliamo vincere, dobbiamo avere il coraggio di coinvolgerlo. E questo si fa solo con credibilità, coraggio e scelte chiare.

Serve subito:

  • un confronto politico vero
  • un programma unitario
  • una coalizione credibile

Le primarie, se gestite male e a ridosso delle elezioni, rischiano solo di dividere e indebolire.

Non possiamo permettercelo.

La Sicilia può essere il punto di svolta nazionale.
Ma solo se il campo progressista smette di inseguire piccoli equilibri interni e inizia a costruire una visione grande.

Altrimenti, ancora una volta, guarderemo vincere gli altri.

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E questa volta sarebbe imperdonabile.

Miguel Donegani
Responsabile organizzativo Controcorrente
Segretario regionale PeR


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