Apprendiamo con molto dolore che è morta la professoressa Benita Licata Callari, una grande donna e una grande preside. I messaggi su Facebook ne ricordano il profilo, come faremo noi. Intanto partecipiamo questa notizia alla famiglia di LiveSicilia.it, citando il post della collega giornalista, Alessandra Turrisi: “Ciao ciclone Benita Licata, non ho mai conosciuto nessuno che avesse la tua carica esplosiva, ironica, energica, sagace, capace di travolgere tutto ciò che ti stava intorno. Hai amato il mondo scolastico come i tuoi affetti più cari e la scuola è stata una tua seconda famiglia”.
Il ricordo
Ciao cara Benita, ci lasci affranti. Come dirlo? Ci sentiamo come i sette nani senza Biancaneve, come Peter Pan senza isola che non c’è, come un’insalata di riso senza maionese. L’ultimo paragone potrebbe sembrare irriverente, è che alle persone mettevi la fame di volerti accanto a loro. E senza di te ci sentiamo digiuni. Te ne vai nel giorno della nostra Santuzza, nel giorno di Rosalia che ci salva dalle peste e fa i miracoli. E, in tanto dolore, ci sembra un ottimo indizio.
Tu, preside, professoressa, innamorata dei ragazzi. Tu che, in ogni ragazzo, non vedevi l’uomo che sarebbe stato, ma il ragazzo che già era con i suoi diritti, i suoi doveri, le sue gioie e le sue paure. E per questo li amavi tutti, come loro amavano te.
Alessandra Turrisi, che abbiamo citato, ha detto praticamente tutto con il consueto garbo. E tanti sono coloro che ti stanno rendendo omaggio, che rendono omaggio al fatto che eri grande, ma parlavi con i piccoli.
Ecco, non eri esattamente ‘ruci di musso’, se non volevi. E se pensavi di essere nel giusto – cosa che accadeva molto spesso – partivi alla carica pure contro un reggimento corazzato. Ma avevi un’intima dolcezza. E si vedeva, nonostante la celassi allo sguardo, per timidezza.
Conoscevi il dolore, lo combattevi e ne sei uscita comunque vittoriosa. Te ne vai nel giorno della Santuzza, della ragazza che sta sul monte e fa i miracoli. Buon viaggio anche a te, Ragazza.

