I Cinquestelle rompono il tabù | Nei comuni anche con liste civiche - Live Sicilia

I Cinquestelle rompono il tabù | Nei comuni anche con liste civiche

Si ragiona sulle intese locali. Corrao: "Il movimento crescerà". In campo molti consiglieri uscenti

Amministrative
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PALERMO – Cambiare strategia già alle Amministrative per cercare di dare una sterzata al trend che dopo le elezioni in Abruzzo e Sardegna vede il Movimento cinque stelle in difficoltà. Dopo l’apertura di Luigi Di Maio “alle competenze del territorio”, anche in Sicilia il mondo pentastellato guarda a “personalità esterne” al movimento, così come già avvenuto in occasione delle Politiche del 4 marzo. Il via libera finale degli attivisti su Rousseau non c’è ancora, ma la strada sembra tracciata e in qualche realtà si proverà a percorrerla in breve tempo dal momento che all’orizzonte c’è la data del 28 aprile, quando si andrà al voto in 34 centri siciliani. In casa M5s si comincia quindi a ragionare su possibili aperture a realtà locali che, per dirla come il vicepresidente del Consiglio “rappresentino vere liste civiche”.

Ignazio Corrao

L’obiettivo è quello di saldare alleanze con singole realtà. Nessuna corsa alle alleanze, però, anche perché il tempo stringe e la guardia resta alta rispetto a possibili accordi scomodi: “I tempi tecnici ci sono, anche se molto stretti – ragiona l’europarlamentare Ignazio Corrao, responsabile nazionale Enti locali del movimento -. Qualcosa si può sperimentare in qualche singola realtà. Questi percorsi, di fatto, sono già avviati in qualche città ma l’esito dei contatti è ancora incerto”. L’apertura al civismo piace a Corrao: “Sono d’accordo, anzi sono stato tra i primi a segnalare l’esigenza di questa modifica nel nostro assetto. Ci sono realtà civiche che lavorano molto bene sul territorio – aggiunge – ma che per vari motivi non possono essere assorbite nel movimento. La possibilità di lavorare insieme a queste realtà è certamente un fatto positivo e che farà bene al movimento. Non lo facciamo per vincere a tutti i costi ma per allargare il nostro perimetro e provare a essere più incisivi, ma occhio – avverte – ai ‘portatori malati di consenso'”. L’apertura di Di Maio piace anche a Giancarlo Cancelleri che nella sua Caltanissetta proverà a spingere Roberto Gambino, incoronato dieci giorni fa dall’assemblea del movimento candidato sindaco M5s. Lo sguardo è a liste “che abbiano le nostre stesse idee – le parole dell’ex candidato governatore – per potere fare strategia e arrivare a governare nei comuni”. Nel 2014 il candidato pentastellato, Giovanni Magrì, finì quarto con il 9,9%.

Si ragiona su possibili alleanze locali anche a Gela, la città più grande in cui si andrà al voto: qui il movimento viene fuori dalla burrascosa esperienza legata alla giunta di Domenico Messinese. In campo questa volta ci sarà il consigliere comunale uscente Simone Morgana, il cui nome è venuto fuori al termine di un confronto interno al meet-up locale e con la benedizione del senatore Pietro Lorefice e del deputato regionale Nuccio Di Paola. Qualche contatto con realtà esterne al movimento è in corso “ma eventuali intese – avverte Virginia Farruggia, anche lei consigliere comunale uscente – potranno nascere soltanto con liste che siano veramente civiche e non con realtà dietro alle quali si nascondono i vecchi simboli di partito”. Morgana ha avviato da tempo qualche interlocuzione per possibili ingressi nella lista M5s e ora questi contatti potrebbero trasformarsi in una lista civica di supporto alla sua candidatura che arriva al termine di una esperienza da consigliere comunale durata cinque anni.

E’ la linea dell’affidabilità su cui punta il movimento per non pagare lo scotto dell’inesperienza. Sarà così anche a Mazara del Vallo, dove il deputato regionale Sergio Tancredi schiera il consigliere uscente Nicola La Grutta. “La lista è pronta e siamo avanti nella campagna elettorale – scandisce Tancredi -. Intese con liste civiche? C’è qualche possibilità ma non cercheremo di certo allenze in maniera esasperata”. Nulla di ufficiale, invece, a Bagheria, grosso centro del palermitano roccaforte storica dei pentastellati. Qui Patrizio Cinque, formalmente sospeso dal movimento, non potrà ricandidarsi sotto le insegne pentastellate: l’attuale sindaco, però, potrebbe fare da regista alla candidatura di Romina Aiello, una delle persone a lui più vicine e attuale assessore alla Cultura. Giochi fatti, invece, a Monreale, dove è in campo la candidatura di un altro consigliere uscente, Fabio Costantini. Analogo film dall’altra parte della Sicilia, ad Aci Castello, dove Antonio Bonaccorso punta al grande salto: da consigliere comunale a sindaco della cittadina catanese.


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Commenti

    Anche con l’aiuto di liste civiche o internazionali in futuro i voti li prenderete solo dai fortunati “vincitori” del reddito di cittadinanza. Ormai vi siete fatti conoscere e la gente vi sta alla larga….

    L’inizio della fine del movimento 5 stelle.

    Dovevate essere dei cittadini prestati alla politica

    state diventando una Casta cui sono pochi adempti possono accedervi.

    VI seguivano in tanti anche per l’illusione che molti avevano di poter ricoprire un ruolo, destinate solo 1.500 euro al mese ( da parlamentari regionali o nazionali) per un fondo i cui beneficiari sono segreti, ma non si doveva far politica con 3500 euro al mese?

    Apertura agli altri ( amici degli amici eletti), stipendio praticamente pieno, doppio terzo e quadruplo mandato ( ma siete destinati a ridimensionarvi e ben pochi avranno il 3° mandato).

    adios movimento luigi di maio & co.

    anche grillo vi ha posato.

    Peccato è stato un bel sogno, ma il risveglio doveva avvenire prima o poi…

    Ahahahahah…. Pur di rimanere al potere faranno la qualunque chi ……Pi tutti.

    Siete alla frutta. Il povero Travaglio e’ invecchiato di cinqu’antanni nel giro di un anno.

    Il nuovo che avanza come i vecchi di ieri

    Qualcuno mi spiega che hanno di diverso rispetto ai partiti di sempre tanto criticati? Non avete tempo di allearvi vi estinguerete prima!

    Fanno tutto quello che hanno sempre criticato, dileggiato, osteggiato, contrastato, redarguito, insultato, additato, ed anche inventato. Quello per cui loro sono “diversi”. Se qualcosa hanno detto che non si fa, è sicuro che verrà fatta. Dalle piccole alle grandi cose. Dal cambio idea sull’immunità parlamentare, al salvataggio delle banche, alla sanatoria edilizia, ma anche nelle piccole cose, come questa apertura alle altre liste, ma anche al “Presidente del Consiglio” non eletto dai cittadini, o alla bufala dei loro rappresentanti “sospesi” quando rinviati a giudizio, vedi Sindaci vari che ufficialmente sono sospesi, ma restano retti da maggioranze costituite da loro stessi. Quando finiranno di pensare che i loro elettori non sono intelligenti?

    Prossima volta non sbaglio, voto pd del grande Faraone cosi’ aboliscono il reddito di cittadinanza, finisconon il ponte sullo stretto e costruiscono almento 5 inceneritori. Infine facciamo un bel centro di accoglienza per gli immigrati allo zen .
    Forza Faraone, Forza Pd, forza Gioachetti

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