Referendum in Turchia | L'Osce lo boccia

Referendum in Turchia | L’Osce lo boccia

Il presidente turco ha annunciato un possibile referendum sulla reintroduzione della pena di morte.

Vince Erdogan
di
1 min di lettura

Saranno resi noti non prima di 10 giorni i risultati definitivi del referendum costituzionale sul superpresidenzialismo che si è svolto ieri in Turchia, ma la commissione elettorale ha confermato la vittoria del ‘sì’. Un successo di misura per Erdogan, con poco più del 51% e un Paese spaccato in due. L’opposizione denuncia brogli sul 3-4% dei voti. Il presidente turco ha parlato di “decisione storica che tutti devono rispettare”.

“Questi risultati avvieranno un nuovo processo per il nostro Paese”, ha detto il presidente turco. Erdogan ha promesso di discutere con gli altri leader politici la reintroduzione della pena di morte in Turchia, che potrebbe essere oggetto di un nuovo referendum.

Alta la partecipazione al voto, come da tradizione in Turchia. L’affluenza finale è dell’84%, mentre fa il record l’affluenza all’estero, superando il 45%. Con gli emigrati, la retorica nazionalista anti-Ue ha funzionato. Il ‘sì’ all’estero sfiora il 60%, va anche oltre in Germania e Olanda.

Il voto in Turchia ‘non è stato all’altezza’ degli standard internazionali e il referendum sul presidenzialismo si è svolto in un contesto legale ‘inadeguato a un processo genuinamente democratico’. E’ il giudizio dell’Osce sulla consultazione. Sbagliata, per gli osservatori internazionali, la scelta della commissione elettorale di ammettere le schede non timbrate. Il parere conferma i sospetti del principale partito di opposizione, il kemalista Chp, che ha chiesto di cancellare l’esito del referendum.

Tra le prime reazioni all’esito referendario quella del governo tedesco che prende atto del ‘risultato provvisorio’. La cancelliera Merkel chiede alla Turchia di impegnarsi in un ‘dialogo rispettoso di tutte le parti politiche e civili’ e, pur rispettando la volontà del popolo turco, attende ‘la valutazione finale’ degli osservatori dell’Osce prevista per oggi. L’Austria vede nell’esito del referendum un segnale contro l’Ue e chiede di fermare i colloqui per l’ingresso del Paese in Europa.

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