"Fabbrica dei voti": l'apertura del processo slitta a novembre

“Fabbrica dei voti”: l’apertura del processo slitta a novembre

Il procedimento è frutto di intercettazioni avviate dalla Polizia di Adrano.
L'INCHIESTA DELLA PROCURA ETNEA
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CATANIA – Un rinvio dovuto all’incompatibilità di una giudice della Prima sezione penale del Tribunale di Catania con l’avvocato di parte civile. Un inghippo tecnico ha fatto slittare l’apertura del processo sulla “fabbrica dei voti” ad Adrano. Ma il 17 novembre, salvo altri imprevisti, davanti a un nuovo collegio dovrebbero essere affrontate le questioni preliminari e quindi si potrà dare il via alla fase dibattimentale. Il pm Giuseppe Sturiale presenterà le sue richieste, così come le difese degli imputati. Sono accusati di corruzione elettorale due ex consiglieri comunali adraniti, Federico Floresta (fratello di Nuccio, indagato per il ferimento del radiocronista Enzo Sangrigoli, ndr) e Maria Grazia Ingrassia, il marito di quest’ultima Antonino Furnari e altre 11 persone.

Il processo è scaturito da un’indagine svolta dalla polizia del Commissariato di Adrano che attraverso le intercettazioni ha ricostruito una “rete” che sarebbe stata messa in piedi per assicurare l’elezione dei due ex consiglieri imputati. Inoltre, grazie agli accertamenti forensi svolte dalla polizia postale, è stata scoperta una sorta di “schedatura degli elettori”. Il quartier generale del meccanismo – ritenuto illecito dalla procura etnea – sarebbe stata la pizzeria di Furnari. Gli elettori, alcuni imputati, avrebbero ricevuto soldi o altre “utilità” (o la promessa). In cambio del voto sarebbero state offerte “somme di denaro (di importo compreso tra i 25 e i 50 euro) ed altre utilità, tra cui – si legge nel capo d’imputazione – delle pizze”.


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