"Famà aveva molto coraggio,| tanto da dire no a un boss"

“Famà aveva molto coraggio,| tanto da dire no a un boss”

“Famà aveva molto coraggio,| tanto da dire no a un boss”
Nella foto Goffredo D'Antona (giacca blu) con l'avvocato Famà
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"Sembra scontato scrivere che ha lasciato un vuoto incolmabile dentro ognuno di noi, ma è cosi. In questo lavoro il mastro diventa, se ne ha la stoffa, e lui ne aveva tanta, un padre, un punto di riferimento".

Il ricordo di Goffredo D'Antona
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3 min di lettura

CATANIA – Il 9 novembre di 20 anni fa, faceva freddo. Oppure è il dolore per la morte dell’avvocato “ a rendermi gelido quel momento”. Guardavo in TV la trasmissione di Michele Santoro, non ricordo come si chiamasse allora. Si parla di mafia e di pentiti. Santoro interrompe i dialoganduellanti. Per dare una notizia da Catania: l’avvocato Serafino Famà difensore di Piddu Madonia, del Malpassotu …….

A questo punto dilato il tempo. Immagino che l’Avvocato abbia chiamato in trasmissione per dire la sua. E’ sempre il solito. Ora immagino di sentire la sua voce litigare con tutti i presenti. Ma il tempo si può dilatare sin quanto si vuole, ma poi si arriva sempre a un punto.

E il punto è che ……..”e’ stato ucciso pochi minuti fa, in un agguato, a colpi di pistola”.

Santoro aveva lo scoop, e non si fece scrupoli di dirlo in diretta, senza aspettare che la famiglia lo sapesse in modo meno violento ed immediato. Aveva 57 anni una moglie, due figli ancora piccoli.

Aveva uno dei più affiatati studi della città. Al momento della tragedia eravamo in dieci in studio, lui compreso. E non avevamo tempo di annoiarci.

Del perché di quell’omicidio si è detto e saputo tutto. Un boss Giuseppe Di Giacomo voleva che una assistita dell’avvocato deponesse in un processo a proprio favore. L’avvocato Famà si oppose e sconsigliò a questa signora, Corrado Stella, di testimoniare in favore del boss.

Questo suggerimento costò la vita al mio mastro. Nella motivazione della sentenza contro i mandanti ed esecutori dell’omicidio si legge: “La mancata deposizione della Corrado, certamente conseguente all’intervento dell’avvocato Famà, era stata vista dal Di Giacomo come la causa diretta della irrealizzabilità del proprio scopo, ovvero la scarcerazione”. E pertanto i Giudici concludono “Le risultanze processuali pertanto, per come sopra evidenziato, hanno dimostrato che il movente dell’omicidio in esame va individuato esclusivamente nel corretto esercizio dell’attività professionale espletata dall’avvocato Famà”. Questo è l’epilogo della storia processuale di questa tragedia che ha cambiato le vite alla sua famiglia, alle persone che gli volevano bene, a noi i ragazzi del suo studio.

Sembra scontato scrivere che ha lasciato un vuoto incolmabile dentro ognuno di noi, ma è cosi. In questo lavoro il mastro diventa, se ne ha la stoffa, e lui ne aveva tanta, un padre, un punto di riferimento.

Mi chiedono che tipo era l’Avvocato. E’ difficile da spiegare. E’ difficile da spiegare oggi perché gli avvocati sono profondamente cambiati (non sempre in meglio). Ogni sei mesi comprava un codice nuovo.

Sulla sua scrivania, c’era sempre un libro che tutti gli avvocati dovrebbero leggere “Elogio dei Giudici scritto da un avvocato … “ di Pietro Calamadrei un avvocato, un Padre Costituente.

Il processo lo studiava dalla relata di notifica al timbro del cancelliere.

Quando aveva finito i suoi processi camminava nel corridoio del Tribunale si sceglieva un aula e si metteva seduto ad ascoltare gli altri avvocati che dibattevano i loro processi, “ perché c’è sempre da imparare nell’ascolto” .

A volte si infuriava (ed uso un eufemismo). Quando vedeva avvocati maleducati ed impreparati.

Quando vedeva un giovane avvocato seduto in aula in prima fila ed un avvocato anziano o una donna avoccato in piedi. Quando un Giudice non rispettava la Toga degli avvocati.

Ai ragazzi dello studio regalava la toga, cosa rara ieri e ancor di più oggi. Era la sua maniera di renderci parte di lui, del suo studio. Ci ha lasciato questo, e ogni volta che indossiamo quella toga, che è la corazza degli avvocati, è come se sentissimo le sue mani sulle nostre spalle, per farci coraggio. E lui coraggio ne aveva tanto, tanto da fargli dire No ad un boss.

Goffredo D’Antona

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