Finanziaria avanti piano all'Ars, l'ora delle tensioni nel centrodestra

Finanziaria avanti piano all’Ars, l’ora delle tensioni nel centrodestra

Lite sui fondi per immigrazione e Comuni

PALERMO – Sette articoli approvati e due accantonati ma anche un rivolo sotterraneo di reciproche diffidenze che mina la serenità del centrodestra. È l’eredità che lasciano i primi due giorni di lavori sulla Finanziaria in commissione Bilancio all’Ars. I giochi riapriranno lunedì e per governo e maggioranza sarà corsa contro il tempo per provare a rispettare la tabella di marcia che aveva fissato nel 15 dicembre l’approdo del ddl in aula. L’articolo 2 ha fatto cadere un bel po’ di euro soltanto su alcuni Comuni della Sicilia ma la pioggia di finanziamenti, rafforzata dal fondo di 40 milioni che proverà ad aiutare tutti gli enti nella progettazione comunitaria, non risulta utile a spegnere il fuoco dei veleni che da tempo cova nella coalizione di governo.

Il duello Dc-FdI

Su due fronti contrapposti soprattutto la Democrazia cristiana e Fratelli d’Italia, alleati che da mesi sgomitano per posizionarsi al meglio anche in vista delle Europee e che si guardano con sospetto reciproco. Specchio di questo clima la vicenda dei fondi destinati ai Comuni in prima linea nel fronteggiare il fenomeno dell’immigrazione. Il governo Schifani, nel testo di partenza, aveva stabilito un contributo straordinario di due milioni di euro per Lampedusa e Linosa, Pozzallo, Modica, Augusta, Siculiana e Porto Empedocle “in considerazione delle particolari difficoltà dovute al fenomeno migratorio”. A Lampedusa e Linosa, inoltre, era stato destinato un milione aggiuntivo per rilanciarne l’immagine turistica attraverso attività di comunicazione e promozione. In commissione è stata bagarre e non sono mancate le urla quando il deputato Dc agrigentino Carmelo Pace, presente in sostituzione del collega di partito Ignazio Abbate, ha scoperto che Lampedusa e Linosa erano scomparse dal finanziamento di due milioni, lasciando spazio a Pantelleria, e che era aumentata la platea dei beneficiari dei fondi per il rilancio turistico. In quest’ultimo caso, alle Pelagie, si sono aggiunti le Egadi, Melilli (cittadina siracusana guidata dal sindaco Giuseppe Carta, che è anche deputato all’Ars tra i Popolari e autonomisti) e Caltanissetta per una torta lievitata a 1,5 milioni di euro. A quel punto la tensione ha raggiunto livelli massimi. “Non possiamo portare in aula una misura di ristoro rispetto ai problemi dell’immigrazione che non prevede Lampedusa, le opposizioni ci massacrerebbero”, è stato il senso del ragionamento di Pace riferito dai presenti. E sulla vicenda interviene anche un’altra voce agrigentina, quella di Giusy Savarino (FdI): “Sono certa che il governo ripristinerà le somme”.

Accantonati due articoli di ispirazione Dc

Alla fine l’impegno di tutti a reinserire Lampedusa nel calderone dei due milioni di euro ha calmato le acque, che però sono tornate agitate per gli articoli 4 e 5, voluti dalla Dc e accantonati anche su richiesta dei meloniani. La prima stanzia 1,5 milioni di euro per i luoghi di culto e per iniziative con finalità sociali. La seconda, che aveva già subito resistenze in prima commissione, stacca un assegno di tre milioni di euro per iniziative culturali e di valorizzazione delle tradizioni locali. In entrambi i casi a dare le carte, e i finanziamenti, sarebbe l’assessore alle Autonomie locali, il cuffariano Andrea Messina, circostanza indigesta per gli alleati della Dc. Se ne riparlerà più avanti. Lunedì mattina, intanto, la commissione ripartirà dall’articolo 10: lo spostamento di 118 milioni di euro dal Fondo pensioni, soldi che per metà sono già stati stanziati attraverso il Collegato-ter varato in anticipo rispetto alla legge di stabilità.


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