PALERMO – C’è chi ha incassato 48 mila euro e chi poche centinaia, giusto i soldi necessari per comprare la dose di cocaina. Tutti hanno accettato di farsi spezzare le ossa, fingendo di essere rimasti vittima di incidenti stradali.
Le loro confessioni fanno parte delle accuse contestate agli undici fermati dalla Squadra mobile di Palermo, su ordine del procuratore aggiunto Salvatore De Luca e dei sostituti Alfredo Gagliardi e Daniele Sansone. Vittime e al contempo indagati per essersi prestati al gioco al massacro.
“Quel giorno ero in astinenza, pur di incassare i soldi necessari per comprarmi la dose di cocaina, accettai – ha raccontato un giovane tossicodipendente ai poliziotti della Mobile guidati da Rodolfo Ruperti -. Inoltre mi hanno promesso di darmi del crack prima di farmi rompere le ossa. Tanto è vero che al magazzino di Bagheria, prima di farmi rompere, mi fu offerto di fumare il crack cosa che fecero anche altre persone”.
Li agganciavano per strada dopo avere preso informazioni. Ad esempio sapevano delle pessime condizioni economiche di un disoccupato adescato al mercato Ballarò da Rosario Aversa e Salvatore La Piana. Gli chiesero se era propenso “a farmi rompere entrambe le braccia ed il mio compenso sarebbe stato di mille ero subito ed il 30% di quanto liquidato dall’assicurazione, lasciandomi intendere che la mia parcella finale sarebbe stata di circa 30 mila euro”.
Qualche giorno dopo lo prelevarono in macchina nel paese in provincia di Palermo in cui vive. C’erano Rosario e una persona che non aveva visto prima. La destinazione era il rione palermitano della Kalsa: “Io e Rosario siamo scesi dal mezzo e siamo entrati in un’abitazione posta al piano terra, mentre l’autista della Lancia Y è andato via. Dentro l’appartamento vi era un’altra persona, mentre poco prima di entrare Rosario si salutava con una ragazza che era davanti la porta dell’immobile. Rosario mi diceva che mi avrebbero rotto entrambe le braccia, ma che non avrei sentito alcun dolore poiché mi avrebbero messo del ghiaccio per addormentare le parti da colpire”.
Il racconto si fa drammatico: “Dopo aver messo il ghiaccio mi ha fatto mettere in ginocchio ed ho riposto prima braccio sinistro tra due mattoni e dopo avermi fatto girare la faccia per non guardare mi ha colpito con un corpo contundente che io non ho guardato, subito dopo mi faceva poggiare anche l’altro braccio e dopo avermi fatto girare nuovamente lo sguardo mi colpiva violentemente in quest’altro arto. In quei momenti ho sentito un fortissimo dolore al punto che ho perso quasi i sensi”. Poi lo accompagnarono all’ospedale Buccheri La Ferla. Al pronto soccorso disse che aveva avuto un incidente per le strade di Brancaccio mentre era in sella a uno scooter. Non ha neppure incassato tutti i mille euro che gli erano stati promessi.
Storia simile per un uomo di 30 anni che in cambio di una somma molto più consistente – 48 mila euro – simulò di essere stato investito da una macchina mentre attraversava la strada in via Oreto. In realtà subì le fratture in un magazzino a Falsomiele: “A quel punto è scesa un signora di circa 40 anni, piuttosto robusta, ed un uomo di circa 35 anni. La donna mi ha fatto l’anestesia con una iniezione nella gamba. Ma non è una anestesia molto potente, per me era acqua fresca… mi misero sdraiato a terra sul fianco sinistro, con la gamba destra appoggiata su due balatoni … nonostante le mie rimostranze, dopo pochi secondi ho visto il trolley cadere sulla mia gamba. Avevo anche assistito alla preparazione del trolley, riempito con blocchi di pietra … il trolley è stato lanciato da Dorio. Poi mi hanno presso in braccio Dorio (Isidorio Faija, ndr) e Francesco il secco (Francesco La Monica, ndr). Ho riportato la frattura del femore. A quel punto, mi hanno portato sul luogo del sinistro e mi hanno lasciato a terra. Erano circa le 2:30 di notte, le strade erano pressoché deserte. Dopo avermi riposto per terra, iniziarono a preparare la scena del sinistro”.
Uomini disposti ad alzare all’inverosimile l’asticella della resistenza al dolore, ma anche donne che stringevano i denti e si facevano fratturare polsi, caviglie, gambe.

