PALERMO – Una sottile colonna di fumo continua ad alzarsi dalla struttura mentre dipendenti ed esercenti si accalcano all’ingresso per provare a recuperare i loro oggetti personali. A neanche ventiquattro ore dall’incendio divampato all’interno del centro commerciale di via Lanza di Scalea, per il Conca d’Oro è il momento della conta dei danni. L’accesso al complesso è del tutto blindato: le forze dell’ordine e i vigili del fuoco hanno sbarrato gli ingressi già a partire dalla rotonda di via Lanza di Scalea, impedendo il passaggio alle auto, ai curiosi e alla stampa.
Il sopralluogo all’esterno
L’area perimetrale mostra in modo plastico la gravità dell’emergenza. Avvicinandosi ai punti di blocco, l’aria è impregnata da un odore acre di bruciato e dal fumo che ancora trasuda dalle aperture della galleria. Diverse pareti esterne appaiono completamente annerite, una parte del tetto completamente distrutta, mentre i varchi sono delimitati dal nastro bicolore dei Vigili del Fuoco, impegnati sulla gru per gli ultimi accertamenti. Il piazzale antistante l’ingresso principale resta presidiato invece dai mezzi di soccorso, impegnati nell’ultime ore in operazioni di bonifica.
L’accesso per i dipendenti e le indagini
In questo scenario di chiusura totale, gli unici a varcare i cancelli presidiati sono i lavoratori della struttura. I dipendenti e gli esercenti vengono fatti entrare a piccoli gruppi, scortati passo dopo passo dai Vigili del Fuoco, esclusivamente per recuperare gli oggetti personali lasciati nei locali durante la precipitosa evacuazione di ieri.
Nel frattempo, all’interno, i tecnici del nucleo investigativo e la polizia giudiziaria proseguono i rilievi. L’attenzione degli inquirenti resta concentrata sulla zona ristoro, dove si sarebbero sviluppate le prime fiamme prima di propagarsi. Tra le ipotesi al vaglio si fa strada quella del cortocircuito a un impianto di condizionamento di un locale commerciale, ma dagli investigatori non arrivano ancora conferme ufficiali in attesa della relazione tecnica definitiva.
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Lavoratori ed esercenti in attesa
All’esterno del perimetro transennato, oltre la rotonda di via Lanza di Scalea, si sono radunati fin dal primo mattino i titolari dei negozi e il personale delle gallerie costretti alla chiusura forzata. Tra i lavoratori si respira forte apprensione per il futuro delle attività e per la tenuta dei locali coinvolti dal rogo. La preoccupazione principale riguarda le tempistiche legate al ripristino dell’agibilità dell’intero complesso.
Il commento dei dipendenti
Lo sconforto tra i dipendenti è molto forte. “No, non me la sento di venire ripresa. Non saprei che direi. Non sappiamo neanche che fine faremo” è questo il commento di due commesse, rientrate a recuperare le proprie borse. La situazione è resa ancora più insostenibile dall’incertezza sul futuro. “Tra sostituti e turnisti lascio a casa almeno cinque giovani ragazzi” confida Domenico Lo Piccolo, titolare di Cosmo. “Non ho certezze sulla riapertura, nonostante il mio negozio si trovi nella zona opposta rispetto al rogo e, da quel che so, non sia stato colpito dalle fiamme. Resta da capire se la merce sia ancora riutilizzabile o vada del tutto buttata. Purtroppo non ho ancora notizie dettagliate”.



