Non sarebbero emerse anomalie dai controlli effettuati sui verbali interni del museo regionale Accascina nei giorni precedenti al furto delle opere di Antonello da Messina. È quanto risulta, secondo fonti del governo regionale, dalle prime verifiche avviate dopo il colpo messo a segno a Ferragosto. Intanto i quattro custodi che si trovavano nella struttura durante il furto sono stati messi in ferie. Il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, subito dopo la sottrazione delle opere, aveva disposto un’ispezione interna per accertare quanto accaduto e verificare le procedure adottate all’interno del museo.
Furto Antonello da Messina, la visita di Scarpinato
Le verifiche hanno riguardato anche la documentazione compilata dal personale prima del colpo. Da questi primi accertamenti non sarebbero stati individuati elementi anomali. Lunedì 17 agosto l’assessore regionale ai Beni culturali Francesco Scarpinato ha effettuato un sopralluogo nella struttura. L’esponente del governo regionale ha incontrato il personale e verificato direttamente la situazione dopo il furto. Parallelamente proseguono le indagini della polizia e del Nucleo speciale dei carabinieri per la Tutela del patrimonio culturale, impegnati a ricostruire ogni passaggio dell’azione della banda.
I quattro custodi sentiti dagli investigatori
Al momento del colpo all’interno del museo erano presenti quattro custodi: due donne dipendenti della Regione e due uomini ex Asu in servizio per la Servizi ausiliari Sicilia. Tutti sono stati sentiti dagli investigatori e successivamente messi in ferie. Uno degli aspetti da chiarire riguarda proprio quanto accaduto durante il furto. L’allarme sarebbe entrato in funzione e il sistema di videosorveglianza avrebbe registrato le diverse fasi dell’azione, ma i quattro addetti presenti non si sarebbero accorti di quanto stava avvenendo.
Cosa rischiano i quattro lavoratori
Sarà avviato un procedimento disciplinare nei confronti dei quattro custodi che erano in servizio al Museo regionale di Messina durante il furto avvenuto a Ferragosto, quando sono state sottratte sei tavole di Antonello da Messina per un valore stimato in decine di milioni di euro. È quanto apprende l’ANSA. L’iter partirà non appena il dipartimento dei Beni culturali della Regione Siciliana avrà ricevuto la relazione della direttrice del museo, Marisa Mercurio. Il documento servirà a ricostruire quanto accaduto all’interno della struttura e a valutare eventuali responsabilità del personale presente. Il procedimento dovrà quindi accertare il comportamento tenuto dai quattro custodi durante il colpo e stabilire l’eventuale adozione di provvedimenti. Tra le sanzioni previste, nei casi più gravi, figura anche il licenziamento.
La procedura disciplinare nei confronti dei custodi dovrà essere formalizzata dal dipartimento della Funzione pubblica della Regione Siciliana, secondo quanto stabilito dal regolamento. La Procura di Messina ha aperto un fascicolo per furto pluriaggravato e, qualora uno o più custodi venissero iscritti nel registro degli indagati, la Regione procederebbe alla sospensione dell’azione disciplinare.
Le tracce lasciate dalla banda
La banda che a Ferragosto ha rubato sei opere di Antonello da Messina dal museo regionale della città avrebbe lasciato alcune tracce che potrebbero rivelarsi utili per le indagini. È quanto emerge dagli accertamenti sul colpo, mentre gli investigatori stanno passando al vaglio ogni elemento raccolto con l’obiettivo di individuare i responsabili e recuperare le preziose tavole ancora mancanti. Proprio le modalità con cui la banda avrebbe agito, insieme alle tracce lasciate e all’abbandono di due delle opere durante la fuga, starebbero facendo emergere una nuova ipotesi investigativa.
L’ipotesi: potrebbero non essere professionisti
La dinamica del furto farebbe infatti ritenere possibile che ad agire non sia stato un gruppo di professionisti. Si tratta di un aspetto sul quale gli investigatori stanno lavorando insieme agli altri elementi acquisiti nel corso delle indagini. Nessuna pista viene al momento esclusa. L’obiettivo prioritario resta rintracciare le tavole di Antonello da Messina ancora nelle mani dei ladri e identificare tutte le persone coinvolte nel furto.
Leggi anche
L’allarme lanciato da una coppia
A far emergere il furto sarebbe stato il ritrovamento di due delle tavole sottratte, abbandonate dai ladri durante la fuga nei pressi della struttura. Una coppia ha notato le opere intorno alle 21 e ha contattato il 112. Le forze dell’ordine avrebbero poi incontrato difficoltà nel tentativo di raggiungere telefonicamente qualcuno all’interno del museo. Soltanto successivamente i custodi sarebbero usciti dalla struttura e si sarebbero resi conto del furto, vedendo le tavole di Antonello da Messina recuperate all’esterno.
“Sbarre allargate da mesi”
Emerge inoltre un nuovo elemento sulle condizioni della recinzione che circonda il museo. Elisabetta Bonfato, la donna che insieme al marito ha trovato le due opere abbandonate, ha riferito che due delle alte sbarre metalliche risultavano allargate già da mesi. Un particolare che modifica almeno in parte la ricostruzione iniziale secondo cui l’apertura tra le sbarre avrebbe potuto essere realizzata dalla banda proprio in occasione del furto.



