Gaia, il mistero, il dolore, i video: parla l'ex fidanzato

Gaia, il mistero, il dolore, i video: parla l’ex fidanzato

Le indagini della Procura. Lo smartphone. La testimonianza.
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Che fine ha fatto Gaia? Chi indaga considera l’ipotesi del suicidio come l’unica amarissima verità possibile in calce alla tragica vicenda di una ragazza di vent’anni. La famiglia non ha mai voluto credere a questa ipotesi.

Ma emergono dei particolari che, secondo gli inquirenti, risulterebbero decisivi. Come abbiamo scritto in una precedente cronaca: “L’esperto, nominato dal procuratore aggiunto Ennio Petrigni, ha analizzato il contenuto del cellulare della ventenne scomparsa l’11 novembre sulla nave Gnv in viaggio da Genova a Palermo. Non ci sarebbero dubbi. Nella memoria del cellulare ci sono dei video dal contenuto drammatico, accompagnati da scritte in cui la ragazza manifestava le sue intenzioni. E poi c’è la frase ‘addio, ti amo’. Non si tratta di un messaggio mai inviato perché non c’era campo in alto mare, ma di una nota”.

Il ragazzo di ventitré anni che ha avuto una relazione con Gaia Randazzo, fino a poco prima della misteriosa scomparsa sul traghetto, parla con LiveSicilia.it e racconta la sua versione della storia: “Io e Gaia – dice – ci siamo conosciuti a febbraio. Due o tre mesi di frequentazione online e poi ci siamo innamorati. Io non sto a Cremona, siamo distanti. Non ho mai incontrato di presenza i suoi genitori, anche se mi sarebbe piaciuto farlo e c’era il progetto”.

La storia si era chiusa o, perlomeno, interrotta. “E’ stata lei a lasciarmi – prosegue il racconto -. La lontananza era un problema e poi io sono uno che lavora spesso fuori. Non mi ha mai spiegato il motivo, ma non è detto che fosse una cosa definitiva. Era più una pausa. Io devo andare a Trieste, lei doveva andare a Palermo… Poi, ne avremmo magari parlato ancora. Ma la situazione era tranquilla”.

Di una cosa, questo ragazzo, protetto dal riserbo, non dubita: “Io non entro nel merito delle indagini, però, per come conosco Gaia, escludo il suicidio. L’ho detto e lo ripeto. Gaia è una persona forte, magari un po’ testarda. Sono ovviamente scioccato. Il pomeriggio della scomparsa mi ha chiamato il fratellino che era con lei, non potevo crederci. Voglio restare anonimo perché questa è una tragedia e sono disposto a dare una mano, ma non mi interessa finire in tv o sui giornali. E’ un momento di grande sofferenza”. (Roberto Puglisi)


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