“Solo immaginare il ‘confino’ per i rappresentanti del Parlamento, quindi di un popolo, è il paradosso più grande per chi si professa democratico”. Lo dice a Livesicilia il presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gaetano Galvagno, in merito al ‘caso Calenda’.
“È noto a molti – continua il presidente – che, proprio in accordo con il presidente Renato Schifani, si stia lavorando a una proposta di abolizione, o quantomeno limitazione, del voto segreto in grado di garantire un pieno percorso di trasparenza nelle decisioni che deve prendere il Parlamento siciliano”.
“C’è da dire che, nonostante questo grande scoglio, il governo Schifani e questo Parlamento è riuscito a portare a casa molti risultati.
“Visto che però siamo concordi sul tema ritengo che il senatore Calenda, da eletto in Sicilia, possa offrire un contributo significativo nell’azione di riforma del voto segreto e con le sue competenze e la sua autorevolezza – conclude il presidente Galvagno – potrebbe aiutarci tanto nella stesura del nuovo regolamento quanto a sensibilizzare e persuadere quei deputati che magari, non volendo la trasparenza che noi auspichiamo da tempo, potrebbero per assurdo chiedere il voto segreto sulla votazione stessa sull’abolizione del voto segreto”.

