PALERMO – Bloccate, in ritardo o avanti a passo di lumaca. C’è quella in cui mancano i fondi per la commissione, quella in cui gli uffici perdono tempo, quella in cui il presidente è in infortunio, quella in cui la burocrazia mette i bastoni fra le ruote e perfino quella in cui è la stessa azienda vincitrice a non produrre i documenti. Stiamo parlando delle gare d’appalto bloccate al comune di Palermo per diversi milioni di euro: procedure diverse fra loro, che vanno dal sociale ai lavori pubblici, ma che sono accomunate dal fatto di essersi, per un motivo o per un altro, arenate, anche se i soldi non andranno persi.
Il tutto è contenuto in una dettagliata relazione scritta dal capo dell’area amministrativa delle Infrastrutture Paolo Basile, datata 11 settembre, a cui è seguita una durissima nota del Segretario generale del 30 settembre, anche nella qualità di responsabile anti-corruzione. “Si evincono molteplici ritardi nella tempistica di conclusione dei procedimenti che sembrerebbero potersi ascrivere a ritardata assunzioni di impegni di spesa da parte della Ragioneria generale, a mancate o ritardate produzioni di documenti utili alla stipulazione del contratto, nonché a mancate o ritardate attività che avrebbero dovuto essere eseguite dal Rup – scrive Fabrizio Dall’Acqua – si dispone con effetto immediato ai capiarea di provvedere, senza indugio, a effettuare un attento monitoraggio di tutte le gare in atto in corso di svolgimento, provvedendo a impartire puntuali istruzioni circa l’adozione delle iniziative risolutive”. Insomma, tolleranza zero per chi blocca o ritarda le gare, in alcuni casi anche da due anni. Ma il Segretario va oltre: chiede ai capiarea di segnalare eventuali responsabilità di dirigenti, funzionari o dipendenti per avviare azioni disciplinari. “I ritardi e il mancato monitoraggio dei tempi di conclusione costituiscono fonte di responsabilità disciplinare”, sottolinea Dall’Acqua per chiarire che chi sbaglia paga, e anche salato, anche in virtù di quanto previsto dal piano anti-corruzione.
Le gare sotto accusa sono tante e variegate: c’è quella per l’ex chimica Arenella, quella per i centri di animazione territoriale, quella per gli impianti di illuminazione pubblica. E ancora la Città dei ragazzi, le assicurazioni, i servizi educativi, i Prusst, le opere pubbliche. In molte si segnalano i ritardi degli uffici e il prolungamento eccessivo dei tempi per la gara, altre invece sono già concluse ma si è in attesa della stipula del contratto.
“Questa verifica è nata su input dell’amministrazione – commenta il sindaco Leoluca Orlando – siamo impegnati costantemente alla ricerca di somme e risorse per nuovi servizi o nuove opere pubbliche a favore della città e non è accettabile che i tempi delle gare si allunghino a dismisura, rischiando di vanificare gli sforzi dell’amministrazione. La giunta, in linea con quanto già sollecitato dal Segretario generale, ritiene che sia urgente che tutti i dirigenti diano impulso alle gare, adottando ogni provvedimento necessario a superare eventuali ostacoli o problemi”.

