Garozzo e l'auto in fiamme | I mandanti e gli esecutori

Garozzo e l’auto in fiamme | I mandanti e gli esecutori

Arrestati i presunti responsabili del rogo.

SIRACUSA- Minacce al sindaco, pedinamenti e avvertimenti all’assessore alla Mobilità, una escalation di intimidazioni sfociata nell’incendio dell’autovettura del primo cittadino. I carabinieri del nucleo investigativo della compagnia di Siracusa hanno arrestato i quattro presunti mandanti dell’intimidazione con il fuoco avvenuta ai danni del sindaco Giancarlo Garozzo lo scorso novembre. L’episodio è inquadrato nell’ambito dei parcheggiatori abusivi. Che avrebbero a un certo punto, secondo le indicazioni degli investigatori, “dichiarato guerra” alle istituzioni che avevano alzato la guardia per contrastare il fenomeno.

Gli arrestati sono accusati a vario titolo di tentata estorsione in concorso formale e materiale, e danneggiamento, aggravati dall’aver commesso il fatto in più persone riunite contro un pubblico ufficiale. Per tre sono scattati gli arresti: Andrea Amato, Francesco Mollica e Salvatore Urso. Per una i domiciliari: Lucia Urso. Tutti con precedenti. L’indagine è partita proprio a seguito dell’incendio dell’auto del sindaco Garozzo, avvenuta sotto casa, e delle successive denunce dell’assessore alla Polizia municipale per aver ricevuto anch’egli minacce dagli indagati. Intercettazioni telefoniche e ambientali, più le immagini registrate dalle videocamere avrebbero portato gli investigatori a accertare le responsabilità.

Il sindaco, prima dell’incendio dell’auto, sarebbe stato minacciato pubblicamente durante la campagna elettorale per le Regionali all’interno del comitato elettorale del suo candidato. La reazione dei parcheggiatori abusivi, secondo gli investigatori, sarebbe avvenuta a seguito dell’adozione da parte del Comune del Daspo urbano. La misura, di carattere sanzionatorio, che permette “l’allontanamento per chiunque impedisca la libera fruizione dei luoghi”, avrebbe fatto scattare la reazione dei parcheggiatori abusivi. Questi quattro agivano nella zona del Parco archeologico della Neapolis, malcostume che era finito anche sulla stampa nazionale e estera. Stamattina il gip del tribunale di Siracusa ha sottoscritto la richiesta della Procura e i carabinieri dopo mesi di indagini hanno eseguito l’ordinanza di applicazione delle misure cautelari per i quattro che figurano come mandanti. Riguardo agli esecutori materiali dell’atto intimidatorio ai danni del sindaco sono in corso altre indagini. A corollario dell’operazione di stamattina sono in corso perquisizioni nei confronti di altri soggetti.

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