Giovanni Anfuso |nuovo direttore - Live Sicilia

Giovanni Anfuso |nuovo direttore

Anfuso, nella foto l'ultimo a destra, era già stato chiaramente indicato dai soci dell’ente e voluto, in modo particolare, dal sindaco Enzo Bianco.

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CATANIA – Giovanni Anfuso è il nuovo direttore artistico del Teatro Stabile di Catania. La nomina è arrivata nel corso della seduta del Consiglio di amministrazione tenutasi questo pomeriggio a “Le Ciminiere”. Una riunione in cui non sarebbe mancato qualche attrito. Ma l’elezione di Anfuso era quasi certa. Il suo nome era già stato chiaramente indicato dai soci dell’ente e caldeggiato, in modo particolare, dal sindaco Enzo Bianco. Quest’ultimo nel corso degli scorsi mesi aveva invitato l’ormai ex direttore Giuseppe Dipasquale a compiere un passo indietro rispetto alla delibera che gli consentirà di rimanere, comunque, in carica ancora fino a giugno.

La notizia della nomina di direttore artistico è arrivata ad Anfuso proprio mentre si trova impegnato a Roma per le prove di “Classe di Ferro” di Aldo Nicolaj, con Paolo Bonacelli, Beppe Pambieri e Valeria Ciangottini per la regia di Giovanni Anfuso. Il debutto è in programma il 3 marzo al Teatro Stabile di Trieste. “Ricevere la notizia nel bel mezzo delle prove è quanto di meglio ci possa essere per un teatrante” – commenta il regista raggiunto telefonicamente da LiveSicilia pochi minuti dopo la nomina. Anfuso, fra le varie cose, è stato anche direttore di IArt e regista di Foemina Ridens nella stagione 2014 dello Stabile di Catania.

E sebbene nel corso degli ultimi incontri aventi oggetto l’elezione del nuovo direttore non sarebbe mancata qualche tensione, il Cda si è rimesso alla fine alla volontà dei soci del teatro. “Innanzitutto grazie – commenta Anfuso -. Mi sento di ringraziare il sindaco, l’assessore regionale Anthony Barbagallo i soci e tutto il Cda capitanato dal presidente La Rosa che hanno individuato nella mia persona le potenzialità giuste per ricoprire un incarico così difficile”.

E sulle critiche serpeggiate di recente secondo cui il regista non sarebbe la figura più adeguata per assumere la direzione artistica dell’ente il neo direttore commenta: “E’ legittimo che tante persone pensino ad occupare questo incarico. Ciascuno di noi in cuor suo pensa di essere il migliore, dunque è lecito che in tanti, anche professionisti, abbiano tentato di dare il loro contributo. Ma in questo momento mi trovo a Trieste, per esempio. Il fatto che non lavori solo a Catania e non faccia sempre grancassa, non significa che non faccia questo lavoro con dedizione e impegno da tanti anni. Per quello che mi riguarda, – prosegue Anfuso – accoglierò tutti coloro che vorranno dare una mano. Sono i benvenuti quanti si sono candidati per mettersi in campo e collaborare”. Sarebbero state parecchie, infatti, le proposte pervenute al Cda da parte di aspiranti direttori. A candidarsi per la carica di direttore artistico, fra gli altri, sarebbe stata anche l’attrice catanese Guia Jelo.

Ma il pensiero di Anfuso appena nominato va agli attori e ai lavoratori dello Stabile. “Mi rivolgo a loro, agli attori catanesi, ai lavoratori che stanno attraversando momenti non facili. Io non vorrei – precisa – che questo dibattito sui curricula, su questo nome piuttosto che su un altro, ci facesse dimenticare i reali problemi e le esigenze di quelle famiglie che grazie a quel teatro campano”.

Il Teatro Stabile volta pagina, dunque. Si chiude la lunga e discussa era targata Giuseppe Dipasquale. Ma a meno di un passo indietro, il lavoro di Anfuso allo Stabile inizierà non appena Dipasquale formalizzerà l’accettazione del nuovo incarico al neo direttore. E in merito alla gestione del direttore uscente, Anfuso dedica parole di apprezzamento: “Credo che Dipasquale abbia operato in una situazione difficile e complessa. Questo è purtroppo un periodo di grande incertezza dei flussi economici. Il tessuto teatrale, non solo dello Stabile, ma in generale in questi ultimi quindici anni è cambiato con una rapidità enorme. Questo credo vada detto”.


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Commenti

    Ebbene.

    Al Biondo Stabile di Palermo la nomina di Alajmo è significata un cambio di rotta nella programmazione di sala. Via il grande teatro e la grande drammaturgia a cui Palermo era abituata e dentro tutti quelli del luogo, dalla immancabile Dante & Coniuge a scendere, o a salire (secondo me almeno) con spettacoli di alternante livello e spesso anche di non eccelso respiro.

    Un certo pubblico si è allontanato, molto altro si è avvicinato, adesso la sala tende a riempirsi, prima tendeva a svuotarsi, si vedrà nel medio periodo. Reputo il livello della proposta culturale del Biondo più bassa di prima, senza però mai certe cadute di stile tipiche della programmazione degli ultimi anni di Carriglio. Ma pure il livello culturale medio della gente è più basso, quindi i dati corrispondono.

    A Catania ho lontani ricordi di una proposta dello Stabile tenacemente abbarbicata alla tradizione siciliana di respiro europeo. Ed ho vaghi echi di un tentativo di Di Pasquale di ampliare il respiro, presto e male abortito.

    Adesso abbiamo Anfuso, al quale auguro il miglior lavoro, però dopo il direttore artistico occorrerebbe lavorare sul totale rinnovo degli organi amministrativi ed indagare sul perché il pubblico del Verga è in parte, ma in parte rilevante, migrato verso altro teatro. Ecco, sarebbe divertente saperlo, e sapere se dal presidente a scendere avevano chiaro quello che stava accadendo ed a chi giovava tutto ciò.

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