PALERMO – “Quando si parla di Centro, sarebbe utile sapere di cosa si parla. Per noi il Centro ha avuto nomi, visione e statura: Alcide De Gasperi, Aldo Moro, una classe dirigente che costruiva lo Stato, non slogan a tempo determinato. Tutto il resto è marketing politico stagionale”. Lo dichiarano in una nota i componenti del coordinamento regionale di Grande Sicilia.
“Mpa casa degli autonomisti”
“Il Mpa, giova ricordarlo, non è il Centro e non ha mai preteso di esserlo. È la casa degli autonomisti siciliani, ed è presente stabilmente nel Parlamento Siciliano da oltre vent’anni. Non per migrazione, ma per radicamento. Non per moda, ma per identità. E oggi, piaccia o no, cresce. Tanto da puntare legittimamente a raddoppiare i consensi”.
“Quanto invece a chi oggi si autodefinisce “centro” dopo essere stato un po’ di tutto – dall’Ulivo a Italia Viva, dal PD a qualunque altra sigla disponibile sul mercato politico – la sensazione è chiara: più che un centro, un’area di sosta temporanea. Cambiare nome dieci volte non rende centrali. Rende solo difficili da collocare, spesso fermi al penultimo titolo, sempre pronti a spiegare perché questa volta è diversa. Il Centro non si annuncia. Si riconosce. E soprattutto non ha bisogno di spiegarsi ogni cinque anni”.

