“Si, ho davvero paura. Siamo al limite. Basta un incidente per innescare la guerra. Di questo passo la situazione rischia di precipitare. Quindi bisogna distruggere le armi, adoperarci per il disarmo nucleare”. Papa Francesco ha raccontato la sua paura sul volo da Roma a Santiago del Cile. Sulla questione il Pontefice ha fatto distribuire ai cronisti al seguito una foto scattata a Nagasaki dopo l’esplosione atomica del ’45, con sul retro la sua scritta “Frutto della guerra”.
“Questa l’ho trovata per caso – ha poi spiegato il Papa – è stata scattata nel ’45. È un bambino con il suo fratellino sulle spalle che aspetta il suo turno davanti al crematorio a Nagasaki dopo la bomba. Mi ha commosso quando l’ho vista. Ho pensato, ho osato scrivere solo ‘Il frutto della guerra’ e poi di farla stampare e condividerla perché un’immagine del genere commuove più di mille parole. E l’ho voluta condividere con voi”.
Il viaggio che lo porterà per una settimana prima in Cile e poi in Perù, è il ventiduesimo all’estero del suo pontificato, il sesto che tocca Paesi dell’America Latina.

