Guida senza patente due volte in due anni: è reato

Guida senza patente due volte in due anni: è reato

La Consulta ha respinto le obiezioni del Tribunale di Firenze

La Corte costituzionale, con la sentenza n. 154 depositata martedì 21 ottobre, ha respinto le questioni di legittimità sollevate dal Tribunale di Firenze in merito alla punibilità penale della guida senza patente nei casi di recidiva infrabiennale.

Secondo la Consulta, la condotta mantiene piena rilevanza penale e il relativo trattamento sanzionatorio – che può comprendere la pena detentiva – non contrasta con i principi costituzionali.

Nel dispositivo si sottolinea che la recidiva in materia di guida senza patente non rappresenta un elemento estraneo alla condotta, ma un aggravante direttamente collegata alla violazione originaria, accertata con sentenza definitiva.

Inoltre, la Consulta ha evidenziato che l’intervallo temporale di due anni entro il quale la recidiva produce effetti esclude l’idea di un marchio permanente o di una sproporzione punitiva. Secondo i giudici costituzionali, la scelta del legislatore di mantenere la pena detentiva per le fattispecie aggravate risponde a un criterio di ragionevolezza.

La recidiva in materia di guida senza patente è un reato

La guida senza titolo abilitativo costituisce infatti una condotta di elevata pericolosità sociale, che mette a rischio la sicurezza stradale e l’incolumità pubblica. Con questa decisione, la Consulta ha riaffermato che la depenalizzazione introdotta nel 2016 non si estende ai casi aggravati, come quello della recidiva biennale, per i quali resta legittimo il trattamento penale.

La Corte costituzionale ha inoltre respinto l’argomentazione secondo cui la norma contestata darebbe luogo a un “marchio” permanente di colpevolezza: la recidiva, infatti, rileva solo se si verifica entro due anni dalla prima violazione, e dunque entro un periodo di tempo circoscritto e ragionevole.

Non si tratta quindi di una stigmatizzazione personale, ma di un criterio temporale oggettivo volto a scoraggiare la reiterazione di comportamenti pericolosi.

Le motivazioni della Consulta

Nel motivare la decisione, i giudici di Palazzo della Consulta hanno infine sottolineato che la guida senza patente resta un comportamento di “significativo disvalore” nell’ordinamento, poiché consiste nell’esercizio di un’attività intrinsecamente rischiosa senza il possesso del titolo che ne attesta l’idoneità.

La tutela della sicurezza pubblica, dunque, giustifica pienamente la permanenza della sanzione penale nei casi di recidiva. Con la sentenza odierna, la Consulta ha quindi riaffermato la legittimità dell’impianto normativo attuale e la coerenza della disciplina rispetto ai principi costituzionali di ragionevolezza e proporzionalità, sancendo che la guida senza patente con recidiva resta, a tutti gli effetti, un reato.
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